Gerry Scotti: "Ho chiesto di rinunciare al vitalizio da parlamentare. Mi sono arreso"

In un'intervista al quotidiano Il Messaggero, Gerry Scotti ha ricordato il suo passato in politica come deputato nel partito socialista.
Non tutti forse ricordano che Gerry Scotti è stato deputato dal 1987 al 1992 nel partito dei socialisti. Intervistato in esclusiva da Il Messaggero, il noto presentatore televisivo ha parlato così di quel periodo: "Era un Paese alla deriva e c’era tanta impunità. Tanti, in certi ambienti, pensavano di essere al di sopra della legge. Io da estraneo fui subito messo in disparte. Quando passavo si giravano e mi ridevano dietro, smettevano di parlare. Pensavo di poter fare qualcosa di buono, discutere, organizzare. Volevo la presidenza della Commissione condizione giovanile, me l’avevano promessa ma non l’ho mai avuta".
"Non mi facevano fare nulla, e quando provai a dare le dimissioni non le accettarono. Non è stata un’esperienza eclatante. Vitalizio? Sì. Dopo aver chiesto a tre premier di fare una regola per poter rinunciare a quei soldi, l’ultimo a cui l’ho chiesto è stato Matteo Renzi, mi sono arreso: li prendo e li do in beneficenza. Mille euro da settembre dell’anno scorso. A novembre per la Giornata della ricerca darò l’importo di un anno come borsa di studio. Se aspetto che cambino le regole..." ha continuato Gerry Scotti.
Poi la sua grande passione: "I miei risparmi, tolto il totem della casa, vanno tutti in auto e moto. Ne comprerei una al mese. Mi piacciono le Porsche. L’ultima che ho preso ha dieci anni. Ogni tanto la pulisco, l’abbraccio, me la bacio, l’accendo, faccio un giro e via. Alla mia età un oggetto di culto fa bene".








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