Fuorigrotta, arrestati in 4. Chiedevano pizzo di 500 euro per poter vendere gadget del Napoli

Le vittime, tra cui un contrabbandiere di lunga data, hanno raccontato di essere state minacciate di morte se non avessero ceduto alle richieste dei criminali.
Condanne complessive per quasi 21 anni di carcere sono state inflitte a quattro componenti di una nota famiglia malavitosa di Fuorigrotta nel corso del processo che si è svolto con rito abbreviato davanti al Tribunale di Napoli. Le indagini hanno svelato un sistema estorsivo che coinvolgeva la vendita di gadget del Napoli durante le celebrazioni per del terzo scudetto e il commercio di sigarette di contrabbando. I malavitosi, con minacce e violenze, imponevano ai venditori di pagare un pizzo di 500 euro per poter lavorare nel quartiere.
Le vittime, tra cui un contrabbandiere di lunga data, hanno raccontato di essere state minacciate di morte se non avessero ceduto alle richieste dei criminali. Le intercettazioni hanno registrato frasi inquietanti come “Ora ti sparo una botta in fronte” e “Non ho paura di uccidervi”.
Nonostante le dichiarazioni di innocenza di uno dei boss, - come riporta Il Roma - che ha cercato di minimizzare il suo coinvolgimento, il giudice ha ritenuto le prove raccolte dalla Procura sufficienti per emettere le condanne. Per tutti loro è scattata la galera.








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