Funerali "Diabolik", ultrà Lazio ucciso con un colpo di pistola: cori e saluto romano, malore per la moglie


Redazione
Varie
21 AGO 2019 ORE 18:13

Nel santuario del Divino Amore folla alle esequie di Fabrizio Piscitelli il capo ultrà della Lazio ucciso due settimane fa con un colpo di pistola alla nuca.

Cori da stadio, applausi, fumogeni e qualche saluto romano: così è stato salutato il feretro di Fabrizio Piscitelli, Diabolik, capo ultrà della Lazio ucciso due settimane fa con un colpo di pistola alla nuca, circondato dai suoi "Irriducibili", di cui era leader indiscusso, che cantavano come in curva Nord "Battiamo le mani ai veri laziali". Si sono svolti al santuario del Divino Amore i funerali presidiati da circa trecento agenti. Qualche tensione c'è stata al termine della funzione intorno alle 16,30 per il divieto imposto dalla Questura di portare a spalla il feretro dalla chiesa al piazzale per l'ultimo saluto degli ultrà. "Rispetto, rispetto" intonavano a gran voce e gli animi si sono scaldati.

Alcuni partecipanti alle esequie, scesi a piedi dal santuario - scrive Repubblica - hanno poi rivolto insulti ai giornalisti raccolti nell'area stampa. Poi, ancora qualche urlo contro gli agenti della Mobile che hanno sbarrato con un cordone umano la strada d'uscita al parcheggio del santuario del Divino Amore. Ma c'era chi in piazza frenava: "Non cediamo alle provocazioni, non aspettano altro. Facciamolo per Fabrizio". Momenti di tesi anche tra la famiglia e le forze dell'ordine al termine del rito: le figlie Giorgia e Ginevra e la moglie Rita hanno litigato animatamene con le forze dell'ordine verso le quali è stata tirata dell'acqua. La vedova ha poi avuto un malore. La famiglia voleva far sostare per qualche minuto il feretro davanti alla folla dei tifosi per un omaggio in piazza ma è stato netto il divieto delle forze dell'ordine. Intorno alle 17,30 il feretro ha lasciato il santuario, diretto verso il cimitero di Prima Porta. All'ingresso del santuario era stata esposta una gigantesca bandiera nera con la scritta rossa 'Diablo' e i partecipanti indossavano t-shirt nere con gli occhi simbolo del personaggio dei fumetti, alternate a quelle bianche su cui campeggiava la scritta azzurra 'Irriducibili Lazio'. "Gli sciacalli possono pure banchettare sul cadavere di un leone, ma lui resta un leone e loro restano sciacalli", si leggeva su qualche maglia. 

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