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"Fregato come un pollo a Roma, mi hanno rubato l'Iphone con un trucco". La denuncia di Telese


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Fregato come un pollo a Roma, mi hanno rubato l'Iphone con un trucco. La denuncia di Telese

Luca Telese ha denunciato il brutto episodio che gli è capitato nella giornata di ieri a Roma, dove è rimasto vittima di un furto "particolare".


Luca Telese, giornalista, attraverso la sua pagina Facebook denuncia il furto del suo iphone nella Capitale, descrivendone i minimi particolari: "Fregato come un pollo. Ecco come domenica mattina mi hanno fregato l’iPhone, facendomi sentire come un pollo. Sei a Roma. Una bella giornata, piena di gente per strada, e tu ti imbatti nel trucco della busta.  Ve lo racconto, nella speranza che se mai vi dovesse capitare riusciate a prevenirlo, e - in nome di questo bisogno di condivisione  - supero il primo sentimento di imbarazzo. Quello, cioè, di far sorridere chi legge all’idea: “Ma tu guarda questo”.  Ed ecco lo scenario. Sei carico, quindi vagamente distratto. Sei andato a Porta Portese, poi hai fatto la spesa perché devi riempire il frigo. Esci dal mercato con due buste da un lato e due da un altro. Squilla il telefono, tuo figlio ti reclama: “Come stai ‘Pa?”. Gli rispondi: “Bene. Sto arrivando”, e rimetti il telefono in tasca. Una comunicazione di servizio, nulla di più. Riprendi le buste. Da quel momento in poi tutto accade molto velocemente. Arriva uno e ti urta, ti cade una busta. Prima stranezza".


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Inoltre, aggiunge: "Hai sentito un rumore strano, come di una lama che tagliava, a destra dove avevi la busta che si è rotta. Poi guardi il pezzo di plastica che ti è rimasto in mano e ti accorgi che davvero era una lama: ti è rimasto il manico nel palmo, reciso di netto. Così, mentre hai tutto il contenuto di una busta che si disperde in strada, e tu guardi preoccupato a destra - perché dal taglio sono passati solo pochi secondi - da sinistra arriva uno e ti fa: “La aiuto?”. E tu: “Grazie”. Ti stai chiedendo: “Ma perché la busta?”. Ed è la domanda sbagliata. Il soccorritore ti sostiene e tu ti metti dritto, perché istintivamente ti eri piegato. Anche qui lui è bravissimo, come il senno di poi, a distogliere la tua attenzione da quello che è davvero importante. Pensi: il portafoglio c’è. Il telefonino pure. Mentre lui ti dice premuroso: “Controlli bene”.


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Infine: "Poi aggiunge: “Era un borseggiatore? L’ha visto? È quello? Lo inseguo?”. E corre verso il tipo, che è già un puntino in lontananza. Tu sei già carico di riconoscenza verso questo benefattore ispirato e non ti accorgi che è lui ti sta svuotando la tasca sinistra della giacca. Quella dove  - essendo mancino - aveva infilato  l’’Iphone. Non hai sentito nulla, ovvio. Artisti veri. Poi hai tempo per ripensarci. E ti senti come uno scemo. Non pensi ai soldi. Ma a tutte le password che dovrai recuperare. Al conto online, se reggerà. Al cloud che ti assista. Alla password inviolabile della Apple. Lo sarà davvero? Poi pensi anche come si sentirebbe un anziano. E davvero speri che abbiano scelto te solo perché avevano bisogno di un pirla".


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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