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Forgione: "Ma quale CR7, l'affare del secolo l'ha fatto il Napoli con Kvaratskhelia"


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Forgione: Ma quale CR7, l'affare del secolo l'ha fatto il Napoli con Kvaratskhelia

Angelo Forgione ha messo in evidenza il grande colpo messo a segno dal Napoli di De Laurentiis: "L'affare del secolo si sta concretizzando in azzurro".


Angelo Forgione, giornalista e scrittore partenopeo, attraverso le sue pagine social mette in evidenza l'exploit di Kvicha Kvaratskhelia in azzurro definendolo il vero "affare del secolo": "Non Cristiano Ronaldo alla Juve, rivelatosi un flop. Per la Juve, da quel momento in poi avviatasi al crollo tecnico e finanziario, e pure per Ronaldo, che mai più ha alzato la Champions League e il Pallone d'Oro. No! L'affare del secolo non poteva essere un affermatissimo fuoriclasse pagato a peso d'oro pur se approssimato al viale del tramonto. L'affare del secolo, quantomeno del primo trentennio del XI secolo, pare proprio che si stia concretizzando nell'ingaggio da parte del Napoli di un ventunenne di grande talento, strappato al momento giusto alla non troppo convinta ma ampia concorrenza. Acquistato per 10 milioni, il valore di Khvicha Kvaratskhelia è già virtualmente quintuplicato, e il club di De Laurentiis lavora già ad un adeguamento dell'ingaggio per un ragazzo che si è preso la ribalta della Serie A e della Champions League".


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Forgione poi aggiunge: "Impatto devastante". Così viene definito, per uso diffuso, l'effetto prodotto dal fenomeno di Tblisi sul calcio importante. Le premesse c'era tutte. Bastava iniziare a seguirlo dopo che Giuntoli, ad aprile, lo aveva assicurato all'Azzurro per capire che ci si trovava di fronte a un calciatore di enorme talento. E ora, mentre i dirigenti e i tifosi della Juventus e del Milan si mangiano le mani per l'affare mancato, i sostenitori del Napoli iniziano a temere l'assalto dei ricchi club inglesi e delle grandi di Spagna. Diciamolo chiaramente: siamo di fronte a un predestinato!".


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"È scritto nella sua classe incontenibile e nella sua normalità disarmante che debba diventare uno dei migliori calciatori del mondo, corteggiato e rincorso da i top club d'Europa. Ma proiettarsi oltre, ora, non ha senso. Meglio godersi la crescita di un ragazzo che non ha ancora dato il meglio di sé in questa fase di adattamento al calcio più organizzato. Sì, perché Khvicha, paradossalmente, non ha ancora messo la marcia più alta. Osimhen dice che non abbiamo ancora visto il meglio, e bisogna credergli, perché Kvara, di fatto, sta ancora imparando a destreggiarsi contro difensori più preparati e squadre tatticamente più pronte di quelle affrontate in Russia e Georgia. Ciò nondimeno, si è già guadagnato la luce dei riflettori, con immediatezza e semplicità, mentre il belga De Ketelaere, per esempio, fatica a mostrare il talento tanto decantato dai media italiani nei giorni dell'estenuante trattativa che lo ha condotto al Milan".

"I margini di crescita di KK77 sono ampi, se è vero che da quando è approdato al Napoli la percentuale di dribbling provati, rispetto a quella mostrata dalle sue parti, è calata. Spalletti, con opportuna prudenza, gli ha chiesto di giocare più per la squadra, e perciò lui tenta l'azione individuale meno di quanto fatto in passato. La sensazione è che, oltre ad assecondare disciplinatamente le richieste del mister, stia pure studiando per prendere le misure ai più frequenti raddoppi di marcatura del calcio ad altissimi livelli. Anche la percentuale dei dribbling riusciti è calata, e Khvicha sta lavorando per sbattere meno sugli avversari e uscire dal "traffico" con il pallone incollato ai piedi, seminando il panico e rendendosi ancora più devastante, come nei campionati di Russia e Georgia".

"Lo scorso anno, in questo periodo, un'analisi dell'osservatorio calcistico CIES elencava i migliori dribblatori in stagione in tutto il mondo in base ad uno specifico indice, e Kvara, in forza al Rubin Kazan, risultava tra i primi dieci (settimo), con una percentuale del 52,2 di dribbling riusciti, ovvero uno su due. Oggi, dopo due mesi di  campionato italiano, il dato dei dribbling riusciti è pari al 32 percento, uno su tre".

"Kvaratskhelia progredirà visibilmente e velocemente, e ci stupirà ancor di più per lo spettacolo assoluto che ci regalerà nel prossimo futuro, quando si sarà definitivamente ambientato in Italia e si sentirà più sicuro di azzardare, e allora Spalletti toglierà le briglie al suo talento, mettendolo totalmente a servizio della squadra. Godiamocelo in maglia azzurra, quanto più a lungo possibile, questo ragazzo pulito con i calzettoni infilati nei parastinchi, unico vezzo distintivo di un antidivo destinato a diventare divo, magari scrivendo un pezzo di storia del Napoli". Ha concluso il noto giornalista e scrittore.


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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