Forgione: "La pirateria uccide il calcio? Certo, come no! Se curi il sintomo di una malattia e non la causa..."

Uno dei tanti argomenti discussi in questa stagione è la pirateria nel calcio ed Angelo Forgione ha approfondito questo argomento con un post sui social.
Si è discusso tantissimo questa stagione della pirateria nel calcio. Anche Angelo Forgione è ritornato sul delicato argomento con un post pubblicato sui social network: "LA PIRATERIA UCCIDE IL CALCIO ITALIANO... CHE INCENTIVA LA PIRATERIA. Eravamo rimasti a quota 700mila abbonati persi, ma l'emorragia delle pay-tv italiane prosegue. Perso per strada oltre un milione di abbonati, 1,15, per la precisione, da quando l'offerta è stata sdoppiata in una finta concorrenza tra Sky e Dazn che ha avuto il solo effetto di costringere a un doppio abbonamento per poter vedere tutto e alzare i prezzi inizialmente, per poi ridurli un anno dopo alla luce della fuga d'utenza. Inutilmente.Oggi il prezzo degli abbonamenti in Italia non è affatto fuori mercato, ma lo spezzatino è un limite. Voi comprereste una pizza margherita sapendo che per avere la mozzarella c'è da pagare un costo aggiuntivo? L’80% dei clienti Dazn è già abbonato a Sky, ed è quindi difficile immaginare una guerra all’ultimo sangue sul fronte dei diritti TV nella prossima asta per il triennio 2021-2024 tra due piattaforme che hanno fatto cartello e non concorrenza. Le due alleate e complementari non assicureranno di certo un innalzamento dei ricavi ai club, e chissà se abbasseranno ulteriormente i prezzi, visto che non sono in guerra commerciale".
L'analisi prosegue: "Il vero problema, cioè la malattia, è che il prodotto offerto è più o meno sempre lo stesso da nove anni, e anche la VAR, lo strumento di garanzia voluto immediatamente non per garantire la trasparenza della Serie A ma per restituire credibilità agli arbitri - lo ha detto il designatore Rizzoli qualche giorno fa - è stato prima contestato ferocemente dalla Juventus e poi, dopo la protesta, contestato da un po' tutti gli altri club tranne la Juventus, la cui proprietà è la stessa del top-sponsor della FIGC, cui è sottoposta L'AIA. Chissà come l'hanno persa la credibilità gli arbitri. I tifosi trovano sempre meno necessario spendere per vedere la Serie A, per una sorta di disaffezione collettiva verso un prodotto poco avvincente e ancor meno trasparente. Il fatto è che se non si abbasseranno ancora i prezzi degli abbonamenti televisivi per un campionato quasi scontato e poco veritiero i tifosi si abboneranno sempre meno alle pay-tv e si daranno sempre più alla pirateria; e se non si abboneranno alle pay-tv, le pay-tv non avranno potere d'acquisto dei diritti-tv, che sono la linfa vitale dei club italiani, i quali saranno sempre più costretti a indebitarsi con le banche. Così muore la Serie A. Così muore il nostro calcio. E però è la pirateria ad ucciderlo. Certo, come no! Se curi il sintomo di una malattia e non la causa, il malato non guarisce mai. E magari muore".







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