Forgione: "Agnelli porta la Juve nel baratro, è un sisma epocale. Autodistruzione"

Angelo Forgione ha messo in evidenza la delicata situazione della Juventus FC per quanto concerne l'inchiesta plusvalenze che ha portato alla penalizzazione.
Angelo Forgione, scrittore e giornalista partenopeo, attraverso i suoi canali social ha messo in evidenza le motivazioni della Corte Federale per il meno quindici in classifica alla Juventus per il caso plusvalenze: "Andrea Agnelli può portare la Juve nel baratro. Non c'era da attendere le motivazioni della sentenza della Corte d'Appello della FIGC per capire che la colpevolezza della sola Juventus derivava dalla "valenza confessoria" dei manoscritti e delle "intercettazioni inequivoche", mentre per gli altri club "non esistono evidenze dimostrative specifiche". "La zappa sui piedi", ho scritto io. "Impiccati da soli", ha detto Evelina Christallin qualche giorno dopo. Gli errori di Andrea Agnelli, Fabio Paratici e gli altri dirigenti juventini, persino fatture corrette a penna, sono tanto banali quanto esiziali, e determinano una sorta di inconsapevole autodistruzione, anche perché pare proprio di trovarci solo al principio di un sisma epocale per la Juventus FC".
Inoltre, Forgione, ha aggiunto: "I giudici della Corte d'Appello federale parlano di "alterazione ripetuta dei valori di bilancio" e di "bilanci non attendibili", anticipando quanto dirà il processo penale, la cui udienza preliminare è fissata per il 27 marzo. I rischi per un club quotato in Borsa sono enormi. Si profilano retrocessione, sanzione milionaria da far tremare i polsi e forse la revoca di uno o più scudetti. Addirittura, anche arresti per i gravi reati di cui i soggetti sono accusati. Senza contare le squalifiche ai calciatori, la loro fuga e quella degli sponsor, e l'esclusione dalle coppe europee".
"Del resto, la situazione era da considerarsi grave già quando furono chiesti i domiciliari per Agnelli, respinti perché non sussisteva il pericolo di reiterazione del reato. E poi, le dimissioni di Andrea dal Consiglio di Amministrazione di Exor e di Stellantis, fatta passare per spontanea al fine di chiarirsi le idee sul futuro ma in realtà pretese dagli altri consiglieri per l'evidenza della gravità dei fatti contestati, così come quelle dalla carica di Presidente della Juventus FC".
"Lui non voleva lasciare la poltrona, ma fu costretto a farlo, sfiduciato inizialmente dai revisori dei conti, che contro di lui hanno prodotto importanti deposizioni. Dimessasi autonomamente Daniela Marilungo (Comitato Controllo Rischi), il CdA Juventus rimase in 9 e mise ai voti una risoluzione: dimettersi tutti o restare tutti in carica? Agnelli votò NO, ma fu messo in minoranza e decadde suo malgrado. Quel che potrebbe venire nei prossimi mesi nei tribunali sportivi è penali consacrerebbe Andrea quale l'artefice del più rovinoso crollo della storia bianconera. Potrebbe essere un centenario senza nulla da festeggiare". Ha concluso Forgione.








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