Fidanzata Malcuit accusa i napoletani di essere razzisti, Zaccone risponde con una lunga lettera
Nella giornata di ieri, la fidanzata di Kevin Malcuit, si è sfogata sui social definendo razzisti alcuni napoletani che l'avevano criticata.

Nella giornata di ieri, la fidanzata di Kevin Malcuit, si è sfogata sui social definendo razzisti alcuni napoletani che l'avevano criticata. Maurizio Zaccone, giornalista e scrittore, ha voluto inviare una lettera alla donna. Ecco quanto si legge sul suo profilo Facebook: "Cara Ashley RoseGlam. ho letto il tuo sfogo su Instagram nel quale accusi i napoletani di essere razzisti e di insultarti. Una parte di noi, ovvio. Innanzitutto solidarietà. I repressi, gli odiatori, i coglioni sono ovunque, nessun luogo ne è immune. Non so da quanto tempo vivi il mondo social ma se ti confronti scoprirai che chiunque gode di un minimo di popolarità è vittima di questa gente, in ogni parte del mondo. La parte però più interessante è quella nella quale dici che ti avevano avvertita: “Mi è stato detto prima di venire qui che i napoletani avevano la reputazione di essere razzisti”. Ecco, il problema è sempre lo stesso. Quello che ti dicono prima. Quello che dicono a tutti".
Zaccone prosegue: "E’ un film al quale siamo abituati. Tutti sono prevenuti, timorosi di avvicinarsi alla nostra città. E’ raccontata in maniera pessima; poi, puntualmente, la conoscenza diretta fa sciogliere ogni riserva. Tra le tante accuse che ci sono riservate però, quella del razzismo un po’ ci mancava. Perché fa sorridere. Perché rivolta al popolo più discriminato d’Italia, costantemente insultato in ogni parte d’Italia, perennemente paragonato all’Africa in senso dispregiativo. Perché abbiamo subito in 7 secoli 9 dominazioni diverse, prendendoci il meglio senza perdere identità. Dai Greci, dai Romani, dai Francesi, dagli Spagnoli. Abbiamo una precisa identità figlia di tante identità. Napoli ha 1001 difetti. Ma se c’è un posto nel mondo dove puoi sentirti a casa qualunque sia la tua lingua, il tuo colore della pelle, la tua nazionalità, questo è ancora Napoli. Koulibaly ha recentemente detto: “Napoli è una città che ama la gente. Mi ricorda l’Africa perché c’è tanto affetto. La gente vuole toccarti, vuole parlarti. La gente non ti tollera, ti ama”. Te le scrivo perché la notizia già è rimbalzata ovunque e in Francia accompagnano il tuo sfogo con le parole di Koulibaly che denunciano il razzismo in Italia ma trascurano le parole che KK riserva a Napoli. Omettono di ricordare che siamo noi le prime vittime dello strisciante sentimento d’intolleranza che avvolge l’Italia. Chiariamo una cosa; sei n un paese razzista, che va peggiorando sempre più. Ma hai avuto la fortuna di capitare a Napoli che ci ricordano tutti, ogni giorno, essere sempre meno Italia. Dove questo virus, che pure sta attecchendo, è ancora lontano dall’assumere le forme che ha nel resto del paese. Ora decidi tu se andare oltre o fermarti prima. Se restare dietro uno smartphone a credere ad una realtà virtuale o scendere in strada. E magari scoprire di sentirti un po’ a casa. Con affetto".
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