Feltri: "Prendersela con la Lombardia fa comodo a chi odia il Nord. Meridionali inferiori? Vi spiego"

Vittorio Feltri difende l'operato di Attilio Fontana e spiega nuovamente il suo concetto di "meridionali inferiori" a livello economico.
Vittorio Feltri difende a spada tratta l'operato di Attilio Fontana, governatore della Lombardia. Il giornalista bergamasco nel suo editoriale per Libero riferisce quanto segue: "Il presidente della Regione Lombardia viene quotidianamente bersagliato dalla sinistra, specialmente la più estrema, la quale ha perfino scritto su un muro che si tratta di un assassino. Dopo di che i progressisti danno degli odiatori ai propri avversari. Attilio Fontana in realtà è una persona mite, un amministratore avveduto che non ha mai calpestato bucce di banana neanche per sbaglio. Ha contrastato come ha potuto, fin dall'inizio e in opposizione al governo, il virus mediante i mezzi di cui disponeva. Purtroppo da queste parti il morbo ha colpito duro, più che altrove, per il semplice fatto che qui il numero degli abitanti sfiora gli 11 milioni, la gente vive a stretto contatto e il contagio dunque è molto più facile e rapido".
Feltri poi spiega nuovamente il suo concetto di "meridionali inferiori" economicamente: "Prendersela con i lombardi può far comodo a chi detesta il Settentrione, causa acrimonia economica e sociale, tuttavia non ha alcun senso. Infatti la nostra regione seguita ad essere meta di tanti meridionali che preferiscono farsi curare a Milano per un banale motivo: qui la sanità garantisce risultati nettamente superiori. Tra l'altro, conviene ricordare che il capoluogo lombardo conta un milione e mezzo di residenti, però i milanesi non superano le 70 mila unità. Tutti gli altri che vi sbarcano il lunario provengono da lontane province, specialmente del Sud, e qui lavorano sodo confermando che antropologicamente non sono affatto inferiori ai nordici, ma semplicemente hanno abbandonato le loro terre in quanto esse offrono minori opportunità di impiego, di qui la mia affermazione in tv che nel Mezzogiorno esiste una oggettiva inferiorità economica, sociale e perfino civile, visto che le mafie in varie zone la fanno da padrone, essendo più efficienti e organizzate dello Stato. Chi lo nega ha le fette di salame sugli occhi", ha sottolineato il direttore di Libero.







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