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Faida di camorra a Fuorigrotta: due arrestati. Rapinarono l'orologio a Neres


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Faida di camorra a Fuorigrotta: due arrestati. Rapinarono l'orologio a Neres

Dall'assalto armato ai danni di David Neres fino alle pistolettate in strada per il controllo del territorio a Fuorigrotta: gli sviluppi dell'inchiesta della DDA.


Nuovo terremoto giudiziario nella periferia occidentale di Napoli. La Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) ha inferto un altro colpo ai network criminali che si contendono il controllo del quartiere Fuorigrotta, portando all'arresto di due soggetti considerati vicini ai clan locali.

Faida a Fuorigrotta: il legame con il colpo da 100mila euro a Neres

Le figure finite al centro della nuova ordinanza di custodia cautelare, eseguita dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, non sono affatto volti nuovi alle cronache: entrambi, infatti, erano già stati tratti in arresto in precedenza con l'accusa di aver pianificato e messo a segno la nota rapina ai danni dell'esterno brasiliano della SSC Napoli, David Neres.


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Le indagini dei militari dell'Arma hanno incrociato i destini di questa faida con l'episodio extracalcistico che, nel 2024, aveva visto protagonista, suo malgrado, il calciatore azzurro: in quell'occasione, dopo una partita al Maradona, la vettura su cui viaggiava fu avvicinata da alcuni malviventi che riuscirono a sottrargli un prezioso orologio di oltre centomila euro di valore.

Sangue e piombo in strada: la ricostruzione del raid

I fatti contestati nell'odierno provvedimento, sottolinea 'La Repubblica', risalgono al marzo del 2024 e si inseriscono nel quadro delle violente frizioni tra il clan Iadonisi, radicato nel Rione Lauro, e lo storico gruppo dei Troncone. Secondo l'impianto accusatorio formulato dagli inquirenti, i due indagati avrebbero preso parte a una violenta colluttazione stradale con alcuni esponenti della fazione rivale.

La rissa si è rapidamente trasformata in un vero e proprio tentato omicidio quando uno dei due ha estratto una pistola Beretta calibro 92S con matricola cancellata, esplodendo quattro proiettili ad altezza d'uomo verso i rivali. Prima di dileguarsi, la coppia di aggressori ha sottratto anche il motociclo delle vittime. I reati oggi contestati a vario titolo vanno dal tentato omicidio plurimo in concorso fino alla rapina e alla ricettazione di armi, il tutto pesantemente aggravato dalla finalità e dal metodo mafioso.

Direttive dal carcere

Oltre alle responsabilità dei singoli esecutori sul campo, l'inchiesta coordinata dalla Procura antimafia ha scoperchiato un ulteriore dettaglio cruciale sulle dinamiche di camorra dell'area flegrea: i capi storici del clan Troncone, nonostante lo stato di detenzione, riuscivano ancora a veicolare ordini operativi e direttive strategiche all'esterno delle mura carcerarie per mantenere saldo il controllo del territorio.


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Gianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.
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