"Esco dalla tua vita con un pugno di sabbia", Higuain e i piedi nudi di Aurelio. Canta Pino

A piedi nudi nel futuro in questa storia, perchè si può anche morire, perchè si può anche morire. Morire metaforicamente. Napoli, quella calcistica, è sopravvissuta all'addio di Maradona.
"Esco da questa storia a piedi nudi se spari un colpo dritto al cuore cado in avanti, forse non siamo ancora liberi dai ricordi e dalle cose che ci fanno venire addosso i brividi". Cantava il nostro Pino Daniele. Il testo è tratto dal brano Piedi Nudi, un titolo che ci riporta alle foto che arrivano da Ischia dove De Laurentiis, proprio a piedi nudi, si gode un po' di vacanza tra un impegno di lavoro e l'altro e, naturalmente con Higuain nella testa. Per i tifosi del Napoli, i ricordi che El Pipita ha lasciato nelle menti di tutti a suon di gol e gesti tecnici straordinari, saranno vivi a lungo. Ricordi, sì, perchè l'addio sembra certo. Ma la speranza c'è ancora.
Meno di due mesi fa, la rovesciata di Higuain scolpiva negli annali il record di gol in Serie A che deteneva Nordahl, ma soprattutto mandava in visibilio il San Paolo bagnato dalla pioggia. Sembra passato un secolo, la scena si è totalmente capovolta, quasi ribaltata dal movimento della stessa bicicletta che annichilì il Frosinone.
È di oggi, dicevamo, la fotografia che ritrae il presidente del Napoli, smanioso e piedi nudi, e catturato da uno scatto di un tifoso interista pubblicato su Dagospia. "Puoi sentire la terra, quanta energia che c'è. Immaginandoti, una stella cade su di me, un'idea che non esce dalla testa e resto un altro disperso che corre senza pietà confuso dentro se stesso perchè si può anche morire, perchè si può anche morire". Perchè la questione Higuaìn è proprio una stella appuntita come una spada di Damocle che pende sulla testa del produttore cinematografico, che di sicuro saprà agire al meglio nell'interesse di una tifoseria che non vuole perdere il suo campione, o quanto meno non vuole vederlo esultare per un gol segnato indossando quella maglia che rappresenta, storicamente, la rivalità. Una rivalità sportiva che affonda le radici nella storia trimillenaria di un popolo. In città c'è un coro comune: in ogni angolo, in ogni negozio, in ogni bar, si parla del Pipita, di quell'Higuaìn che fino a poche settimane fa era simbolo di riscossa e vanto, e che ora, all'improvviso, può diventare emblema del tradimento. Lui è uomo d'amore e non di libertà, come direbbe Bellavista, l'ha dimostrato scegliendo Napoli dopo l'entusiasmante avventura al Real Madrid. Siamo certi che farà lo stesso, scegliendo la miglior destinazione possibile, lasciando un'opzione alla chiave del cuore. Nessuno può obbligarlo a restare, la sua cessione potrebbe giovare alla solidità della società azzurra, permettendo al presidente di investire nei ruoli chiave e colmare le lacune tecniche della rosa agli ordini di Sarri, in modo definitivo. Però no, il Napoli non può uscire dalla sua vita con un pugno di sabbia, come cantava Pinuccio.
Caro Gonzalo, Aurelio cammina a piedi nudi, cammina verso il futuro senza di te, un'idea che non esce dalla testa e resta un altro disperso che corre senza pietà, confuso dentro se stesso perchè si può anche morire, spari un colpo, perchè si può anche morire. A piedi nudi nel futuro in questa storia, se spari un colpo dritto al cuore, a piedi nudi nel futuro in questa storia, perchè si può anche morire, perchè si può anche morire. Morire metaforicamente. Napoli, quella calcistica, è sopravvissuta all'addio di un certo Diego Armando Maradona, è rinata come l'Araba Fenice dopo un fallimento, è sopravvissuta agli addii di Lavezzi, Cavani e Quagliarella, e non sarà un Higuaìn a impedire tutto questo. L'argentino è libero di camminare a piedi nudi verso altri campi, eccetto uno. Quello dello Stadium. Napoli e la sua gente, non lo meritano.
Gaetano Brunetti - Luca Cirillo
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