El Trinche se ne va, per Maradona "il migliore di sempre". L'incontro con D10s e le ultime parole...
"El Trinche" Carlovich, leggenda argentina degli anni 70, è morto dopo due giorni di coma: fatale l'aggressione di alcuni balordi.

Un palmares non da fenomeno, due promozioni con il Central Cordoba, ma una notorietà dovuta soprattutto alla considerazione di Diego Armando Maradona: “Questo qua è stato più forte di me”, disse l'ex Napoli ad un giornalista che l’aveva definito il migliore calciatore della storia del Newell’s Old Boys. Questo qua era Tomas Felipe Carlovich, per tutti El Trinche, una vera e propria leggenda del calcio argentino degli anni ’70 che mercoledì scorso è stato aggredito da due balordi che gli volevano rubare la bicicletta. In coma per due giorni dopo aver battuto la testa, Carlovich è morto oggi nel primo pomeriggio. Nato a Rosario il 19 aprile del 1946, la città del calcio per antonomasia - ma anche di tanti miti come Ernesto Che Guevara - che ha dato i natali ad alcuni dei più grandi calciatori argentini: Lionel Messi su tutti, ma anche Julio Libonatti leggenda del Torino degli anni ’30, Angel Di Maria e Mauro Icardi, più l’allenatore “El Loco” Bielsa. Carlovich, ultimo di sette fratelli, di padre croato, aveva nella “pelota” di pezze l'unica compagnia.
Un giocattolo diventato il suo hobby e poi la sua professione, ma lui si sentiva soprattutto un artista e così pittava dribbling, incideva tunnel e musicava gol impossibili o ricamava lanci di 60 metri. A Tomas Felipe non piaceva l'idea di essere vincolato ad un calcio estremizzato e figlio del risultato a tutti i costi. Lui voleva la libertà della giocata senza il peso di responsabilità eccessive. Un pregio che l'ha fatto diventare un mito, ma al tempo stesso il suo limite principale. Odiava svegliarsi presto e detestava gli allenamenti duri, ma gli bastava un pallone per incantare anche le squadre e i supporter avversari. Famoso l'episodio di una espulsione che l'arbitro si rimangiò perché i tifosi volevano vederlo ancora in campo. Ma gli episodi sono davvero tantissimi. E l'ultimo riguarda proprio Maradona, incontrato di recente. "È il miglior calciatore del pianeta, è un insegnante, senza dubbio un fenomeno, la cosa migliore che ho visto nella mia vita. Devono tutti imparare molto da Diego, che ha giocato con l’anima”, disse Carlovich che poi aggiunse parole profetiche, che lette oggi sono "drammatiche": "Ho parlato all’orecchio di Diego e gli ho detto che finito questo colloquio con lui, la mia vita è completa. Dopo aver incontrato Maradona posso andare via da questa vita in silenzio. Ho avuto un enorme lusso che avrei voluto avere per anni: incontrare il miglior giocatore del pianeta Maradona mi ha detto che ero il migliore". El Trinche se n'è andato così, in silenzio...
Luca Cirillo

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