Edo De Laurentiis, il mental coach della Primavera: prima il discorso, poi la svolta

Sereno, disinvolto, occhiali scuri, caffè e sigaretta elettronica. Ha assistito a tutta la gara dalla postazione per le telecamere. Ha incitato i ragazzi, li ha applauditi e si è arrabbiato per alcuni interventi arbitrali
Ieri, allo stadio Pasquale Ianniello di Frattamaggiore, ad assistere a Napoli-Besiktas c'era anche lui: Edoardo De Laurentiis. Sereno, disinvolto, occhiali scuri, caffè e sigaretta elettronica. Ha assistito a tutta la gara dalla postazione per le telecamere. Ha incitato i ragazzi, li ha applauditi e si è arrabbiato per alcuni interventi arbitrali. E' quanto si legge su Calcionapoli24, portale che poi evidenzia ulteriori dettagli: "Il vice-presidente del Napoli, al termine dei primi 45' regolamentari è andato di corsa negli spogliatoi. Ha speso parole di conforto per i ragazzini azzurri. Gli ha trasmesso un'enorme carica positiva e quando sono tornati in campo, l'approccio è parso immediatamente diverso. Avrebbe potuto entrare negli spogliatoi e dare di matto per il risultato non proprio convincente. Il Napoli è ad appena un punto (grazie al pareggio col Besiktas) nel suo girone. Insomma, una ramanzina ci stava a pennello. Ma un personaggio del suo spessore non poteva essere scontato, banale. In fondo, il risultato non è l'unica cosa che conta, soprattutto in un campionato Primavera. L'obiettivo per il settore giovanile è far emergere profili interessanti per la prima squadra. La vittoria, i tre punti, la Youth League assumono un ruolo secondario rispetto alla crescita dei giovani".







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