Logo AreaNapoli.it

"Ebbi una soffiata su Tardelli e la compagna a Liscia di Vacca". Il retroscena di Pastore


,
Pubblicato nella sezione Altre notizie
Ebbi una soffiata su Tardelli e la compagna a Liscia di Vacca. Il retroscena di Pastore

Rosario Pastore ha ricordato un aneddoto storico sull'Italia che vinse il Mondiale del 1982: "Ebbi una soffiata su Marco Tardelli e la compagna".


Rosario Pastore, giornalista con un trascorso importante alla Gazzetta dello Sport, attraverso la sua pagina facebook, ricorda la vittoria dell'Italia al Mondiale del 1982: "Mi ricordo, sì, mi ricordo... Mando un pensiero affettuoso lassù, a Marcello Mastroianni, pregandolo di scusare la mia impudenza nell'avergli rubato una famosa frase. Mi ricordo, certo che mi ricordo quella serata di quarant'anni fa. Ero nella tribuna stampa dell'imponente Bernabeu, lo stadio del Real Madrid che stava ospitando la finale del Mundial Ochentados. Avevo visto, insieme con tutto il mondo del calcio, il nostro amatissimo presidente-partigiano, Sandro Pertini, esultare come un bambino davanti ad una torta, ad ogni gol degli azzurri. Sotto lo sguardo divertito del padrone di casa, il re di Spagna Juan Carlos di Borbone. Seguivo con trepidazione la partita. Mentre cercavo di individuare fra la folla eventuali personaggi da intervistare. Perché io e i colleghi non sapevamo se, dopo il trionfo sul campo, gli azzurri avrebbero deciso di interrompere finalmente il silenzio-stampa. Già, il maledetto silenzio-stampa deciso dopo la deludente fase iniziale della manifestazione, con le furibonde polemiche che erano seguite al pareggio contro il Camerun. Esatto, contro il Camerun, eliminato solo grazie ad una miserevole differenza reti. Erano state feroci, le critiche di stampa e tv. E in Italia, lo sapevamo, erano furibondi, specie dopo aver saputo del ricco premio-qualificazione stabilito dalla Federcalcio. In quei giorni, tutta l'Italia pallonara era contro gli azzurri. E i giocatori lo sapevano".


PUBBLICITÀ

"Alla partenza da Vigo, il "barone" Franco Causio ci disse che, da allora in poi, avremmo potuto parlare solo con Zoff. E nacque la leggenda metropolitana che la decisione di non rilasciare più dichiarazioni fosse nata a causa di un articoletto del tutto inoffensivo, il cui autore voleva fare dello spirito su presunte simpatie particolari fra Paolo Rossi e Cabrini. Ovviamente, solo un pretesto, anche se ancora oggi Tardelli, nella bella intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo sul Corsera (vi consiglio caldamente di leggerla, è davvero godibile), ne fa riferimento. Precisando, però, che a colpire prevalentemente gli azzurri fossero state le loro foto a passeggio con le "Signore d'Italia" nel giorni di riposo concesso dal capodelegazione, il napoletanissimo gentiluomo napoletano Carlo De Gaudio, con il commento: dopo la figuraccia, vanno in giro con le mogli".


PUBBLICITÀ

"La  decisione del silenzio-stampa, inutile nasconderlo, fu una mazzata autentica per noi inviati. Che, fra l'altro, con le inaspettate (ma ovviamente benvenute) vittorie su Argentina e Brasile, ci eravamo trovati all'improvviso, dall'essere testimoni di una probabile disfatta, a traditori di una improvvisa, esalante rinascita: così cambia l'opinione pubblica dopo un paio di risultati calcistici. D'incanto, i tifosi avevano dimenticato la loro rabbia contro l'Italia. Insomma, le colpe sarebbero sempre e solo dei giornalisti. Ve beh, torniamo a noi. Ed al fischio finale, con una graziosa hostess dell'organizzazione, seduta al mio fianco, che piacevolmente mi abbracciava, facendomi le congratulazioni, e la preoccupazione di affrontare gli spogliatoi dei "nemici" azzurri. Per fortuna, tranne pochissime eccezioni, l'Italia decise che, arrivata la Coppa, era ora di tornare a parlare. Non ho conservato, purtroppo, le pagine della Gazzetta di quei giorni, ma un caro amico di Facebook, Luca Guarino, mi ha inviato una copia del 12 luglio, con le mie interviste a Zoff e ad alcuni dei protagonisti. Mi ricordo, sì, mi ricordo l'atmosfera di quei frenetici minuti, con la squadra che non vedeva l'ora di raggiungere l'albergo del ritiro e noi poveri scriba (altra citazione, stavolta mi perdoni Gianni Brera) affannati ad inseguirli per avere qualcosa da riversare sulle macchine da scrivere, per rimandarla ai posteri. Ovvero ai nostri lettori affamati di notizie.  A proposito di Tardelli, fu uno di quelli che avevano preferito non rompere il silenzio. Lo fece un paio di settimane dopo e per me fu uno scoop indimenticabile".

"Ero in Sardegna, inviato da Cannavò per intervistare un neo-acquisto dell'Inter, un certo Muller, nemmeno lontano parente del nazionale tedesco. Lo avevo quasi raggiunto quando ebbi una soffiata: Tardelli, insieme con la compagna, era in vacanza a Liscia di Vacca. Non incontrai più Muller, ma mi precipitai in quel posto meraviglioso, temendo di essere messo alla porta. E invece venni accolto ed ottenni la prima intervista post-mundial del centrocampista. Il titolo della Gazzetta: "L'urlo di Tardelli".  Mi ricordo, certo che mi ricordo". Ha concluso Rosario Pastore.


PUBBLICITÀ

Ultimissime notizie
Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
VillarrealVillarreal
NapoliNapoli
Villarreal-Napoli, i precedenti
Champions, martedì 13 ottobre alle 21:00