È il compleanno della città di Napoli. Forgione: "Data sbagliata, tolti almeno 300 anni"
Oggi 21 dicembre si festeggia in maniera convenzionale il compleanno della città di Napoli, ma l'età della città partenopea non sembra essere corretta.

Il 21 dicembre è indicata come la data della fondazione della città di Napoli, oggi ne ha festeggiati 2499 anni, ma quest'anno si entra nei 2500 anni d'età. Ma tale conto non sembra essere corretto. La città partenopea sarebbe molto più antica, la sua storia ha radici ancora più vecchie e gloriose.
Ne ha parlato Angelo Forgione tramite il proprio sito. "Napoli vuole ringiovanire e si toglie tre secoli di vita. Lo avevo evidenziato lo scorso agosto, quando il Consiglio dei Ministri, su proposta dell’allora Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha istituito il Comitato nazionale “Neapolis 2500” per celebrare la storia, la cultura e l’arte della città di Napoli e il suo contributo allo sviluppo del patrimonio storico e artistico della Nazione, nonché alla formazione dell’identità italiana, nella ricorrenza del venticinquesimo centenario della fondazione dell’antica Neapolis da parte dei Cumani, avvenuta, secondo una certa tradizione affermatasi negli ultimi anni, il 21 dicembre dell’anno 475 a.C".
Poi aggiunge: "Nel frattempo, il Comune di Napoli ha nominato un Comitato di indirizzo e un Gruppo di lavoro “per le celebrazioni dei 2500 anni di fondazione della città”. Messa così, è un clamoroso autogol, perché la città ha trecento anni in più. Omissione grave, perché si tratta di celebrare un parziale anniversario, quello di Neapolis, l’attuale centro antico della città, patrimonio Unesco, ossia il nuovo quartiere sorto dopo quello di Parthenope di fine dell’VIII secolo a.C., che da quel momento fu denominata Palepolis (Palaia-polis). Sta dunque passando un messaggio sbagliato ai napoletani, agli italiani e al mondo, e cioè che nel 2025 si festeggeranno i 2500 di Napoli, città che invece ne ha 2800, e non è più “giovane” di Roma".
"Il 21 dicembre non è affatto il compleanno di Napoli! E neanche si comprende perché sia diventato il 475 a.C. l’anno di riferimento, visto che il fantasioso Palmieri indicò il 472 a.C., più opportuno perché successivo alla vittoria ottenuta da una flotta di Siracusani sugli Etruschi nella battaglia navale di Cuma del 474 a.C., dopo la quale poté nascere il nuovo insediamento greco".
"Tutto ciò dà l’esatta misura del torpore culturale che attanaglia una città fondamentale ma purtroppo incapace di raccontarsi appieno", sottolinea Forgione.
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