"Diventerà il più forte al mondo": da Careca ad Ancelotti, tutti d'accordo. Poi lo shock e i rimpianti

Sulla pagina Romanzo Calcistico il racconto della sfortunata storia calcistica di uno degli migliori talenti brasiliani degli ultimi 20 anni.
“Diventerà il più forte del mondo”. Falcao, Careca e Dunga in Brasile, Ancelotti in Italia: tutti in coro ripetevano le stesse parole. Non potevano sapere che uno così forte già da ragazzino, potesse avere una così inspiegabile involuzione. Sì, perché per le potenzialità mostrate sin dai suoi esordi, Pato è probabilmente uno dei più grandi talenti incompiuti della storia del calcio recente. La triste parabola di un predestinato - scrive Romanzo Calcistico - che a 16 anni stava già segnando all'esordio con l'Internacional, ripetendosi da esordiente anche al Mondiale per club, diventando il più giovane marcatore della storia (a 17 anni e 102 giorni) in una competizione FIFA, battendo il record appartenente nientemeno che a sua maestà Pelè.
La triste parabola di un predestinato che ad appena 18 anni, stava già segnando all'esordio con le nazionali under 18 e 20 brasiliane e con il Milan. La strana storia di un ‘enfant prodige’ che, a 18 anni e mezzo, segnava all'esordio con la Seleçao. Veloce, tecnico, esplosivo, non gli mancava veramente nulla. La meravigliosa doppietta al Bernabeu contro il Real Madrid e il memorabile gol dopo pochi secondi al Camp Nou segnato al Barça poi, con quello scatto straripante, sono ulteriori passaggi che sembrano issarlo definitivamente a nuovo fenomeno del calcio mondiale. A 22 anni, Alexandre Pato è uno degli attaccanti più forti al mondo. Poi però inspiegabilmente qualcosa comincia ad andare storto. Inizia una serie infinita di infortuni. Entra in un tunnel senza fine. Cade, si rialza a stento. Cade di nuovo. Cosi tra lo shock generale, a 24 anni, quando avrebbe dovuto spaccare il mondo, lascia incredibilmente il Milan, iniziando a girovagare senza senso tra Brasile, Europa, Cina e Stati Uniti, senza più tornare ai livelli mostrati. Lui, che a detta di tutti era un prodigio destinato a fare le fortune del suo club e della sua nazionale, adesso è solo un languido ricordo. E tanti rimpianti.








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