"Di notte sognavo di essere Maradona". L'incredibile storia di Zanetti: "Mi scartarono, ero magro"

Javier Zanetti, nel suo libro, racconta i momenti in cui fu ad un passo dal lasciare il calcio dopo essere stato scartato dall'Independiente, squadra del cuore.
"E io, di notte, sognavo. Sognavo di essere Diego (Maradona, ndr), di dribblare tutta la difesa avversaria, di saltare il portiere e segnare, per poi lanciarmi in un'esultanza senza freni e raccogliere l'abbraccio e l'urlo della folla. Sognai ancora per due anni, poi la mia carriera giunse a un bivio. O meglio, a un punto morto". E' l'incredibile storia della leggenda dell'Inter, di uno dei "Jolly" più forti di sempre. Dall'essere scartato dalla sua squadra del cuore, l'Independiente, da ragazzo, agli infiniti record con Inter e Argentina. (Tratto da Romanzo Calcistico).
Ecco alcuni passaggi di "Javier Adelmar Zanetti, Capitano gentiluomo".
"A soli quindici anni, dopo essere riuscito ad entrare nelle giovanili dell'Independiente, la mia squadra del cuore, mi ritrovai a spasso. Tagliato. Fatto fuori. Eliminato. Niente futuro per me tra le stelle della Primera division argentina. Motivo? "Il ragazzo è troppo magro, troppo gracile, troppo piccolo. Non ha speranza di sfondare nel calcio".
"Restai fermo un anno. Senza più toccare il pallone nemmeno per divertimento. Neppure con gli amici del campetto. Per un po' la delusione ha preso il sopravvento sulla passione. Era svanita, per poi fortunatamente tornare più forte di prima. Perchè è quella, la passione, a spingere un ragazzo oltre l'ostacolo. E' quella, la passione, a far la differenza..."
[Javier Zanetti]








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