De Laurentiis si impose: "Non lo vendo, è una macchina da guerra"

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, andò anche contro il suo allenatore dell'epoca: "Non lo vendo, è una macchina da guerra".
Aurelio De Laurentiis è approdato nel mondo del calcio da neofita. Arrivava dal cinema, non conosceva determinate dinamiche. Eppure il patron è stato bravissimo ad assimilare quanto gli hanno insegnato i suoi maestri, da Pierpaolo Marino ai vari dirigenti e allenatori che ha avuto alle proprie dipendenze. Si pensi a Kalidou Koulibaly. Il calciatore era reduce da una stagione non esaltante con Rafa Benitez, qualche giornalista lo definì addirittura "un pacco rifilato al Napoli".
Rino Cesarano, giornalista, ha rivelato a Canale 21, un retroscena sul senegalese: "Ero con Aurelio De Laurentiis quando il presidente ricevette un fax. Era in lingua inglese e si parlava di una offerta di circa 14 milioni di sterline. Io dissi al patron: 'Presidente, ma a queste cifre non lo vende?'. Lo stesso Sarri gli preferiva Britos e lo faceva allenare con la squadra delle riserve. Il patron affermò: Ma sei pazzo, non lo vendo, è una macchina da guerra'. Dopo qualche giorno Koulibaly si allenò con i titolari. Questo dimostra quanto De Laurentiis credesse nel calciatore".








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