"De Laurentiis amico vero, pag˛ tutti i debiti di mio fratello", il toccante racconto di Enrico Vanzina


Alessandro Sepe
Varie
12 SET 2019 ORE 09:14

Enrico Vanzina nel suo libro sul fratello Carlo ha raccontato un toccante episodio riguardante Aurelio De Laurentiis.

"Mio fratello Carlo", è il titolo del romanzo di Enrico Vanzina, il regista nel libro racconta anche un toccante episodio su Aurelio De Laurentiis: "Carlo e io conoscevamo Aurelio da quando eravamo piccoli. Da ragazzo lui era quello che si definisce un birbante. Esuberante, casinaro, sempre pronto a compiere tutte le zingarate allegre dell’adolescenza. Poi, crescendo, era diventato un bravissimo produttore, forse il migliore dei tanti con i quali abbiamo lavorato. Il nostro legame professionale iniziò nel 1983. Aurelio venne alla prima del nostro film "Sapore di mare". Rimase folgorato. All’uscita del cinema ci disse: «Vediamoci. Dobbiamo assolutamente fare un film insieme». Il giorno dopo ci incontrammo in un ristorante. E lì nacque il primo "Vacanze di Natale". Fu la nostra fortuna e la sua. Il film ottenne uno straordinario successo e le nostre carriere schizzarono in alto. Carlo e io ci eravamo imposti come gli autori della nuova commedia giovanile, al posto dei Sordi, dei Celentano e dei Pozzetto. Aurelio si era impossessato di un format che poi ha gelosamente sfruttato nei trent’anni successivi. Prima che Carlo si ammalasse, Aurelio ci aveva proposto un’esclusiva per realizzare delle fiction televisive. Era già da circa due anni che gli proponevamo idee, scrivevamo soggetti, addirittura la pre-sceneggiatura di un thriller. Ma nessuno di questi progetti era ancora stato realizzato".

"Quando Aurelio seppe della malattia di Carlo, si mise subito a disposizione. Lui è un toro, parte e travolge tutto. Chiese pareri medici in America, fece ricerche approfondite sui migliori centri oncologici dove poter curare Carlo. Voleva trasferire mio fratello a Los Angeles. Una mattina andai a trovarlo. Gli dissi senza troppi giri di parole: «Aurelio, la medicina non può fare più niente per Carlo. Tu, però, sì». Mi fissò emozionato. «Cosa?» «Quello che adesso serve a Carlo è solo un po’ di tranquillità. Ha delle angosce economiche per un debito con l’erario. Se vuoi aiutarlo, dagli una mano a pagare le sue tasse arretrate.» Un minuto dopo, Aurelio staccò un assegno per Carlo in conto di lavori futuri. Quando lo consegnai a mio fratello in clinica, lui sussurrò, quasi incredulo: «Vedi, sono sempre gli amici veri quelli che non ti abbandonano mai»".

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