Davide Acampa, il nuovo gioiello del Napoli. Un talento di 17 anni pronto ad esplodere

Davide Acampa, ala moderna classe 2003 del Napoli: nato a Massa di Somma, è cresciuto a Portici. E' un grande tifoso del club partenopeo.
“Chiedimi se sono felice” non è solo un film di Aldo, Giovanni e Giacomo, ma la richiesta legittima di ogni bambino ai propri genitori. O meglio, ogni ragazzino dovrebbe avere il diritto di essere accompagnato, assecondato dalla famiglia, nei percorsi che sente propri. “Sei felice?”, è questa la domanda che, spontaneamente, ogni genitore dovrebbe fare ai figli. E il Napoli, per i bambini campani che hanno il sogno di giocare a calcio, dovrebbe essere un riferimento assoluto. Sono ancora tanti, purtroppo, i gioiellini in erba della nostra Regione che scelgono di andare altrove. Da qualche anno, però, nel club azzurro qualcosa si sta muovendo in tale direzione grazie al buon operato di Gianluca Grava. Siamo ancora lontani dallo sbandierato progetto della “scugnizzeria” con tanto di strutture di livello, campi, foresterie e scuole, ma i primi risultati ci sono. A Castel Volturno si inizia a sentire l’odore del talento sparso in giro per la Campania, ma è probabilmente arrivato il momento di canalizzarlo, di raccoglierlo, di farlo deflagrare a tinte azzurre.
Tra i talenti del Napoli, chi sta venendo su con grande convinzione, c’è Davide Acampa, classe 2003 che lo scorso 9 febbraio ha compiuto 17 anni. Il calcio è un’attrazione naturale per il ragazzo nato a Massa di Somma, ma cresciuto a Portici. E’ bastata la passione del padre per il calcio, una semplice scintilla, per far divampare la passione: Paolo, geometra professionista, ha sempre seguito con suo figlio le partite in tv o allo stadio. Capì subito che quella era la sua “felicità”. E così, intorno ai 5 anni, il piccolo Davide ha iniziato la sua “avventura” con l’inseparabile pallone. Il sole cocente dell’estate, la pioggia battente dell’inverno e le urla incessanti dei condomini: intere giornate a giocare nel parco con i coetanei, ma anche con i bambini più grandi. Quando ha iniziato a studiare alle elementari e a casa con la madre, un pallone era sempre lì a fargli da divano o da cuscino per ricordargli il sogno. Soprattutto il Super Santos con le sue traiettorie impossibili. I genitori hanno guardato negli occhi di Davide il riflesso delle sue emozioni e così hanno capito che era arrivato il momento di iscriverlo alla scuola calcio. Dopo i primi step alla Landriani, arriva la svolta: Davide approda alla Calcio Azzurri dove impara praticamente tutto. Non solo le basi atletiche e tecnico-tattiche, ma la gestione della mente e delle emozioni, l’orientamento complessivo in un ideale ballo tra sogni e realtà. Come il terzo tempo nel basket: i passi che precedono il volo verso il cerchio magico.
Davide è convinto che è quella la sua strada, ma un dubbio spesso lo assale come un difensore che prova a limitare le scorribande sul fronte d’attacco (Acampa è un’ala destra, all’occorrenza punta): è giusto non avere altri lavori in mente oltre il “mestiere” del pallone? Sceglie così la scuola di informatica, passione parallela al passo con i tempi. Di lì a breve uno step importante: il Napoli lo sceglie e così entra nel settore giovanile del club partenopeo. Il primo desiderio che diventa realtà: indossare quella maglia per cui soffre allo stadio con il padre. Quella maglia che… se il Napoli vince è come se avesse giocato anche lui. Quella maglia che… se il Napoli perde è colpa anche sua. Ci mette tutto l’impegno possibile, con la consapevolezza che tutto potrebbe finire da un momento all’altro. Arriva così la convocazione in Nazionale U15. Dopo varie selezioni viene aggregato per la sfida Italia-Olanda. Dal parco alla scuola calcio, poi il Napoli e la Nazionale italiana. Cos’altro? Un orgoglio infinito! Subito dopo anche il primo sponsor: grazie ad Achille Langella, Stefano Cirillo e Vincenzo Raiola, l’Adidas si interessa a lui. L’orizzonte si allarga, i pensieri corrono veloci. Ma ci sono i genitori che – pur essendo i primi a tifare per lui e ad incoraggiarlo in occasione di ogni partita – sono lì a ricordargli di conservare la purezza del gioco e di non esaltarsi troppo. “Mai false illusioni, piedi per terra e tanto sacrificio ricordando tutti i valori principali”, gli ripetono spesso smorzando il giusto la felicità. “Chiedimi se sono felice”… Davide, sei felice? Vi risponderebbe di sì. E’ felice di poter continuare a lottare per quel che desidera. E per sperare un giorno di diventare anche una figurina Panini. L’album dei calciatori, uno dei passatempi preferiti di Davide Acampa, che ne ha completati tantissimi nel corso degli anni, fino al 2017. Ora è grandicello per giocare a “bis” con gli amichetti. La magia è passare dall’altro lato dell’adesivo. Quello che alimenta il sogno di altri bambini.
Luca Cirillo
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