Da Torino: "Gesto clamoroso di Danilo, che differenza con Antonio Conte"
Negli ambienti vicini alla Juventus hanno applaudito il no del difensore centrale Danilo al Napoli, c'era un accordo sulla parola, poi finirà al Flamengo.

Danilo ha detto no al Napoli per tornare in Brasile, negli ambienti vicini alla Juve tirano in ballo Conte, che ha detta di Pavan, su tuttojuve, avrebbe "tradito" i colori bianconeri: "Alcuni capitani non tradiscono, altri invece lo fanno, possiamo definire così la storia tra Danilo e la Juventus con l’intenzione del campione brasiliano di dire no al Napoli. Sarebbe e sarà probabilmente abbastanza clamoroso, visto che con la formazione partenopea Danilo potrebbe addirittura vincere lo scudetto. E invece no, Danilo sembra del tutto intenzionato anche per motivi familiari, ma anche e soprattutto per motivi di cuore a non tradire la causa bianconera ed i suoi tifosi che sempre lo hanno rispettato e l’hanno considerato un uomo bianconero".
"Quindi no al Napoli e alla possibilità di vestire una maglia che non sia quella bianconera in Italia, quindi senza tradire il grande rispetto, il grande affetto che gli è sempre stato dato e riconosciuto dai tifosi della vecchia Signora. Eh sì, perché alla fine qualche capitano non tradisce e qui non si può non pensare a qualche altro capitano che invece la maglia bianconera l’ha tradita. Capita anche che un allenatore che è sempre stato accusato da una certa piazza e ci riferiamo al periodo del calcio scommesse, venga poi accolto come eroe, mentre l'altra piazza che lo ha sempre idolatrato e difesa sul serio quando era solo, si senta un po’ tradito da alcune scelte. Non lo neghiamo la scelta di andare all’Inter ha in un certo senso danneggiato i rapporti tra Conte e la tifoseria".
"Tanta acqua è passata sotto quei ponti, però certe dichiarazioni di Conte in quel periodo hanno un po’ spiazzato e hanno dato fastidio fino alla sfida di Coppa Italia con quel gestaccio alla dirigenza Bianconera. E non si ferma qui la considerazione, perché non possiamo negare che farsi osannare da una piazza che anni prima lo voleva squalificato e lo insultava non è certamente una cosa normale. Poi va bene, siamo tutti i professionisti ed è giusto per ogni allenatore fare il massimo per la società che ti paga, ma se sei un tifoso bianconero dentro, se sei juventino vero, poi è difficile andare a lottare contro quei colori. Oggi vedere Conte che lotta per un’altra maglia, come aveva fatto anni fa per una delle più grandi rivali, che addirittura indossano gli scudetti altrui è qualcosa che in un certo senso dà fastidio ed è difficile da accettare soprattutto ricordando quello che era Conte quando vestiva la maglia bianconera e quando ero allenatore bianconero, vale a dire un capo popolo e se sei un capo popolo, non puoi poi diventare l'emblema di un'altra tifoseria, se vai alla guerra con un vessillo non puoi andare contro quella bandiera che ti ha cresciuto ed adottato". Ha concluso Pavan.
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