"Curve a 50 euro a Napoli, vi racconto una storia e mi girano le scatole"

Il costo dei biglietti per Napoli-Juventus fa ancora discutere. Vi riportiamo una testimonianza che circola sui social.
Tiene banco a Napoli la questione dei prezzi dei biglietti per la partita contro la Juventus in programma allo Stadio Diego Armando Maradona. Ne parla anche la pagina di facebook "La Napoli bene", molto seguita dai tifosi partenopei. Ecco quanto si legge a firma di McBlu76: "Curve a 50 euro a Napoli, 120 a Milano. E mi viene da pensare ad una storia. La domenica fattesi le due il bambino di quattro anni e una ragazzina di 21 si guardavano negli occhi. Sempre. E sempre sapevano quello che si stavano dicendo senza parlare. In quella monocamera di Miano manco i pensieri potevano tenere per loro, che si sentivano i pensieri, rimbombavano. La squadra giocava in casa e loro lo sapevano che le strade erano due. La radio o il racimolare quel poco che c’era, sputtanarsi un po’ di soldi per la spesa dei giorni successivi, e provare ad entrare allo stadio".
Poi ha aggiunto: "La scelta era spesso, molto spesso, lo stadio. A volte riuscivano a comprarlo un biglietto, sempre e solo di curva per una questione economica, altre no. E rimanevano fuori a sperare di ascoltare il boato o che qualcuno li facesse entrare anche a un minuto dalla fine. Ma cazzo, il bambino e la ragazzina una volta preso in mano quel pezzo di carta si sentivano in paradiso. La corsa per le scale mano nella mano, il prato verde, il bianco delle reti delle porte e le bandiere azzurre. Il Napoli così gli è entrato dentro a quel bambino, piano piano. E non ne è uscito più. E gli è entrato sotto pelle grazie ai sacrifici della ragazzina. Una ragazzina che gli ha trasmesso la passione, gli ha tramandato appartenenza. Il legame tra il bambino la ragazzina e la squadra è diventato indissolubile. Il bambino sono io, McBlu76, l’uomo che vi scrive. La ragazzina mia madre e la squadra è il Napoli. Non è un post contro la società. E non è nemmeno un post di critica al prezzo dei biglietti. È un pezzo della mia vita che con le curve a prezzi come quelli di oggi semplicemente non ci sarebbe stato ed io non sarei l’uomo che sono diventato. L’impressione è che in un certo qual modo ci stiano piano piano rubando un sogno. E lo si stia rubando prevalentemente a coloro che viscidamente si dice di voler riportare allo stadio, le famiglie, probabilmente la parte più bella di questa storia. Ed è un qualcosa che da qualsiasi prospettiva la si guardi, mi fa male e mi rompe tremendamente le scatole".








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