Criscitiello: "Che barba, che noia! Campionato già finito. I motivi dell'addio di Marotta"

Il direttore di SportItalia ha parlato dell'attuale momento della Serie A ponendo particolare attenzione alla questione Marotta.
Nel suo editoriale per TuttoMercatoWeb.com, Michele Criscitiello, ha parlato dell'attuale momento della Serie A. Ecco uno stralcio: "L'addio improvviso di Marotta nasconde cose che probabilmente, anzi sicuramente, non sono state dette. E' nello stile Juventus che resti tutto tra le quattro mura del club. La Juventus è esempio di gestione manageriale, organizzazione e affidabilità. Ciò non toglie che non possiamo farci delle domande, in quanto siamo fessi ma non del tutto. Innanzitutto la Juve ha commesso il grande errore, anni fa, di affidare la carica di Amministratore Delegato a Beppe Marotta. Il Direttore è un grande Direttore ma nasce e muore Direttore Sportivo. Vuoi promuoverlo? Fagli fare il Direttore Generale, ma l'Amministratore Delegato di un club deve avere caratteristiche diverse. Figuriamoci se poi il club è anche quotato in borsa. Perché si sono lasciati ad inizio campionato e non alla fine dello scorso con uno scudetto sul petto? Si è rotto qualcosa ma soprattutto c'è stato uno scontro tra Agnelli e Marotta che ha fatto saltare i piani di convivenza per, almeno, un'altra stagione. E qui nasce il problema di perdere, a settembre, il tuo Amministratore Delegato. Sembrava chiaro che, ormai, l'uomo di Agnelli non fosse più Marotta ma il suo allievo Paratici. Il Direttore Sportivo oggi comanda tutto all'interno del club bianconero; ha dimostrato con fatti e gavetta di meritare la Juventus. Marotta, in questi anni di Juve, ha lavorato benissimo e ha vinto, ma non ha seminato per il futuro. Quando arrivi nei piani alti devi farti gli amici per quando poi torni tra i comuni mortali. Marotta ha avuto un po' troppo la puzza sotto il naso e sarebbe dovuto scendere prima dal piedistallo. Si è voluto infilare in questioni politiche che non gli appartengono ed evidentemente è andato oltre le sue competenze. Squadre B, mercato con chiusura anticipata e tante altre belle storie. Se sei il Direttore della Juventus devi pensare alla Juventus e non alle organizzazioni parallele. Questo è il difetto che possiamo riconoscere al Marotta juventino. Poi ci sono solo grandi pregi e grandi applausi. Ha indovinato quasi tutte le sue scelte, ha trovato le ceneri della Juventus e l'ha riportata nell'Olimpo del calcio mondiale. Cosa gli vuoi dire? Nulla. Anzi, c'è di più. Se Agnelli ha vinto la sua scommessa con il cugino John molto merito è proprio di Beppone. Non è un addio da Juventus, scrivevamo nel titolo. Sono strane le tempistiche e la velocità con la quale si sono detti addio. Un'intervista dopo Juventus-Napoli, senza dare tante spiegazioni. Ci sfugge il rapporto attuale Marotta-Paratici: un po' come padre e figlio, ma oggi il figlio cammina da solo, anzi corre e il papà ha perso il controllo sul ragazzo. Paratici si è fatto le ossa con la sua bravura ma, allo stesso tempo, ha rubato i trucchi del mestiere ad una vecchia volpe come Marotta. Si sono dati tanto a vicenda. Ora è giusto che le strade si separino. La Juve punta tutto su Paratici e la sua squadra capitanata da Cherubini. C'è Nedved ma lui è uomo ombra di Agnelli".
Criscitiello ha poi sentenziato: "In tutto questo caos, forse, la Juventus ha già chiuso il campionato. Probabilmente non è mai partito. Va sotto, rimonta, vince, domina, non perde un punto... Che barba, che noia, che noia, che barba... Non ce n'è per nessuno. La Juventus vincerà ancora lo scudetto e il gap rispetto alle altre è aumentato. Non ci voleva un mago per dirlo, ma abbiamo avuto l'ennesima conferma".







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