CORRIERE - Gli arbitri minacciano di fermare la Serie A: a rischio la prossima giornata!

Una tempesta si potrebbe abbattere sul mondo del calcio a breve. Gli arbitri, infatti, minacciano lo sciopero.
Se vogliamo vi togliamo il pallone: l'immagine è efficace, la minaccia seria. Gli arbitri sono in guerra, fanno sul serio e potrebbe finire malissimo, addirittura con un clamoroso sciopero "dalla serie A alla terza categoria fino ai settori giovanili". Tecnicamente sarebbe un'astensione dall'attività visto che i fischietti sono formalmente tutti dilettanti — anche se in A si guadagna dai 50 mila euro in su — ma la sostanza non cambia: è uno sciopero.
Qual è il motivo di questo eventuale sciopero? Il primo duro colpo gli arbitri lo hanno ricevuto lunedì scorso quando, come in realtà si sapeva da un pezzo, deliberando principi informatori degli statuti federali il Coni ha stabilito lo stop al voto degli arbitri in Figc "se non espressamente previsto dalle federazioni internazionali di riferimento". E siccome la Fifa non lo prevede, lo stesso dovrà fare la Figc adeguando il proprio statuto. Nicchi non ci sta. E sta affilando le armi. A Fabbricini, Nicchi, come riporta Corriere.it, dirà che i regolamenti internazionali a cui si fa riferimento non vietano il voto, semplicemente non lo prevedono: quindi, è la strategia dell’Aia, vietarlo in Italia è una facoltà della Figc. Cioè: se non ci vogliono è una scelta politica, non l'adempimento di un obbligo. Da qui la minaccia di combattere fino alla fine contro una decisione giudicata "anticostituzionale". Portando magari la battaglia fuori dai palazzi dello sport e dentro i tribunali.







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