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"Correrà per tutti, è fortissimo". La profezia di Maradona: il Napoli prese un fenomeno

In questi giorni è tornato in Campania l'ex centrocampista brasiliano oggi allenatore. Diego lo stimava tantissimo.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

17/06/2024 15:50 - Altre notizie
Correrà per tutti, è fortissimo. La profezia di Maradona: il Napoli prese un fenomeno

Campione di livello assoluto, Ricardo Rogerio de Brito, detto Alemao, è uno dei più importanti colpi di mercato messi a segno dal Napoli dell'era Ferlaino e giunge in azzurro nell'estate del 1988. E' Luciano Moggi, allora direttore generale azzurro, ad acquistarlo dall'Atlético Madrid con un blitz notturno in Spagna, per circa 4 miliardi di lire. Ecco quanto si legge sul libro "Il Napoli dalla A alla Z" di Matarazzo-Sarnataro: "La scintilla con il tifo azzurro scocca l'11 luglio, quando, insieme a Crippa, viene presentato nella sede di piazza dei Martiri: la folla e l'abbraccio per i due neoacquisti fa dimenticare anche le cessioni eccellenti di Garella, Bagni, Giordano e Ferrario. Nato a Lavras (città tra i monti del Minas Gerais), in Brasile, il 22 novembre 1961, Alemao, per quattro stagioni, diventa il motore del gioco del Napoli: piedi fenomenali, lunga falcata, agili scatti e progressione inarrestabile ne fanno un modello eccezionale di calciatore".

E poi: "Maradona quando lo vide sui campi di allenamento nel ritiro di Lodrone disse: "Correrà per tutti, è fortissimo!". E veramente correva Alemao. Generosissimo, non si perdeva in inutili preziosismi, ma con tocchi rapidi dialogava in modo concreto con i compagni, diventando presto un punto di riferimento in mezzo al campo. Del resto lui, figlio di ferrovieri, aveva iniziato a giocare a calcio a quindici anni perché sapeva correre: ala destra, poi regista davanti alla difesa, nel Mondiale 1986 mezz'ala, incursore e mediano nel Napoli di Maradona. E proprio la celebre foto con Diego e con il connazionale Careca è una delle immagini simbolo del Napoli dell'epoca. "Atleta di Cristo", ovvero evangelico dopo che a sedici anni guarisce da una malattia proprio per questa nuova devozione religiosa.


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E correva anche fuori dal campo: "A Napoli aiuta molti disagiati, soprattutto della comunità di tossicodipendenti. Il debutto in azzurro alla prima giornata contro l'Atalanta, il primo dei tre gol stagionali alla prima giornata contro l'Atalanta, il primo dei tre gol stagionali il 23 ottobre 1988 nell'8-2 al Pescara. Pochi giorni dopo quella partita pirotecnica, Alemao si fermò per una forma aggressiva di un'infenzione virale che lo tenne lontano dai campi per alcuni mesi. Rientra quattro mesi dopo, in Napoli-Lecce del 26 febbraio 1989 e dopo venti minuti dal suo ingresso, al 66', segna anche il gol del 4-0. Decisiva la sua rete nella vittoria interna sul Verona, sempre in quella stagione. E' uno degli eroi della vittoria della Coppa Uefa e nella finale di ritorno a Stoccarda segna il gol che rompe gli equilibri della partita, indirizzandola verso il trionfo europeo. Nella stagione 1989-'90 segna 4 gol in 35 presenze, due dei quali in campionato, nel 3-0 alla Cremonese e soprattutto nella fantastica cavalcata di Bologna, nel match decisivo per lo scudetto: è l'85' e i ventimila accorsi al Dall'Ara spingono Alemao verso il gol del 4-1 di quel fantastico 22 aprile 1990 (la gara finirà 4-2). E' dunque tra i protagonisti del secondo scudetto e non certo per la "celebre" monetina, visto che il Napoli avrebbe vinto lo stesso il titolo senza quel punto in più conquistato a tavolino sul Pisa (e in ogni caso il regolamento prevedeva la sconfitta a tavolino in quei casi)".

"Dopo lo scudetto gli viene rinnovato il contratto (con ingaggio aumentato a novecento milioni) e resta ancora due anni in azzurro, vincendo inoltre una Supercoppa italiana e diventando uno dei riferimenti nel dopo-Maradona. Brasiliano atipico perché più muscolare che tecnico, dimostra un cuore immenso in ogni gara e ancora oggi è molto amato dai tifosi azzurri per il rendimento e per la generosità dimostrata in campo e fuori. Altri cinque sigilli in azzurro, tra cui quello decisivo nel 4-3 finale col Genoa nel 1991-92. Dal 1988 al 1992 conta 133 presenze e 14 reti con la maglia del Napoli, Ceduto all'Atalanta, gioca in Italia ancora per due stagioni per poi tornare in Brasile dove terminerà la sua gloriosa carriera". 

 


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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