Coronavirus Napoli, il doppio volto di De Laurentiis: l'ultima "mossa" del presidente fa discutere

Il Napoli è il primo club di Serie A ad aver adottato la misura della cassa integrazione per i dipendenti. Una decisione che divide la tifoseria.
Da un lato c'è Aurelio, l'uomo generoso e simpatico, il filantropo che invia soldi (circa 100 mila euro) per la ricostruzione della "Città della Scienza" (distrutta da un incendio) e che, a detta dei suoi amici, come Enrico Vanzina, ha un cuore nobile. Dall'altro c'è De Laurentiis, l'imprenditore, il presidente del Napoli, che spacca anche il centesimo tra oculatezza estrema (per qualcuno) e avarizia (per altri). Difficile dire chi ha ragione. Fatto sta che negli ultimi due giorni, il patron dei partenopei si è reso protagonista di due "mosse" molto diverse tra l'oro in questa drammatica emergenza per la pandemia coronavirus che ha letteralmente piegato in due l'Italia.
LA PRIMA "MOSSA", QUELLA CHE PIACE A TUTTI - La SSC Napoli Charity Food prende forma: la società di De Laurentiis distribuirà beni di prima necessità e altri prodotti a centinaia di famiglie bisognose della città Napoli e anche della provincia. Il tutto direttamente a domicilio. Un po' come ha fatto anche la Roma nei giorni scorsi, ma andando oltre e aprendo a tutti, non solo ai tifosi. Tale iniziativa verrà portata avanti con il sostegno degli sponsor. Una iniziativa, questa, che ha raccolto il plauso di tutit.
LA SECONDA "MOSSA", QUELLA CHE DIVIDE - A causa dei danni economici dell'emergenza coronavirus il Napoli - primo club in Italia - ha adottato misure drastiche per far fronte alla crisi finanziaria. Il presidente Aurelio De Laurentiis, infatti, ha deciso di mettere in cassa integrazione per due mesi i 30 dipendenti del club, sospendendo anche la modalità smart working. Sui social tanti tifosi non hanno preso bene tale "manovra". "Non era possibile trovare un accordo invece di scegliere tale misura che coinvolge tante famiglie? Strano che il Napoli sia la prima società ad aver scelto tale strumento: legittimo, per carità, ma evitabile", scrive un utente di facebook. Anche alcuni giornalisti, come ad esempio Umberto Chiariello, hanno espresso perplessità e non sembrano aver gradito un gesto definito "non bello".








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