"Coronavirus, la camorra dietro certi aiuti". Bufera su Le Iene. Giulio Golia si difende: "Amo Napoli"

Giulio Golia, inviato della trasmissione Le Iene, ha provato a giustificarsi dopo il servizio mandato in onda dalla nota trasmissione.
Martedì 21 aprile, nel corso della trasmissione Le Iene, è andato in onda un servizio su Napoli che ha fatto molto discutere. Secondo quanto riportato dalla nota trasmissione di Mediaset ci sarebbe anche la camorra dietro le buste della spesa che vengono consegnate alle famiglie indigenti. Nel filmato l’inviato delle Iene, Giulio Golia, va in giro per Scampia, Quartieri Spagnoli e Rione Sanità raccogliendo le varie opinioni dei napoletani. Gli intervistati fanno chiaramente intendere che buona parte della solidarietà arriva da persone perbene nonostante le mancanze dello Stato in numerose zona a rischio della città.
Altri, invece, affermano che: "Lo Stato non ci aiuta. Si sono scordati di noi". Una persona, nel servizio, dichiara: "Vogliamo chiamarla camorra? Chiamiamola camorra. Non so chi sia, ma ringraziamo Dio che c’è qualcuno che ci pensa. Se non fosse per quel pacco, qualcuno il piatto a tavola non lo mette". Il servizio ha scatenato i napoletani che hanno accusato Le Iene di far vedere solo la parte brutta di Napoli. Giulio Golia ha provato a giustificarsi su Instagram: "Io sono nato a Napoli e l'amo. La solidarietà non può durare in eterno e non arriva dappertutto. Quello che abbiamo voluto fare è lanciare un allarme alle istituzioni: la camorra, così come la mafia e la 'ndrangheta, si sta insinuando in questo vuoto. Non possiano chiedere che a colmarlo sua il grande cuore del popolo napoletano con le tante e straordinarie iniziative di solidarietà".







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