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Coronavirus, l'annuncio dei ricercatori israeliani: "Tra sei settimane il vaccino, sui polli la cura funziona"


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Coronavirus, l'annuncio dei ricercatori israeliani: Tra sei settimane il vaccino, sui polli la cura funziona

Secondo gli scienziati della Galilea, il Covid-19 si sta sviluppando in climi differenti quindi il virus non sembra essere legato alla temperatura.


La pandemia coronavirus sta mettendo in ginocchio il mondo intero e serve urgentemente un vaccino per debellare il Covid-19. La notizia che arriva in questi giorni è la possibilità di una sperimentazione tra sei settimane. Ricercatori di tutto il mondo e case farmaceutiche hanno iniziato una corsa contro il tempo: negli Stati Uniti, in Cina e in Arabia Saudita, ma anche in Europa e in Italia, si lavora all'immunizzazione con il piano di Irbm in collaborazione con l’Università di Oxford. Sono però gli scienziati israeliani a rilanciare il loro progetto rivendicando di essere piu’ avanti degli altri. Il Migal Galilee Research Institute aveva annunciato tre settimane fa di essere sulla buona strada per arrivare a un vaccino e oggi i ricercatori di Kiryat Shmona - a pochi chilometri dal confine con il Libano in una zona spesso colpita da missili di Hezbollah – hanno fatto il punto sulla ricerca con la stampa internazionale tramite un briefing via Facebook e Zoom.


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Il microbiologo capo del Migal, Chen Katz, si è appellato ai governi e alle autorità sanitarie: «Abbiamo bisogno di leader coraggiosi che ci consentano di iniziare la sperimentazione umana il più velocemente possibile, noi stiamo cercando di accelerare per arrivare a una cura, ma abbiamo bisogno di qualcuno che ci accompagni in questo processo». Un concetto espresso con forza anche da Ori Ben Herzel, vice presidente per lo Sviluppo commerciale del Centro di Ricerca Migal: «Normalmente per autorizzare un vaccino ci vogliono diversi anni, però noi siamo in tempo di crisi quindi dobbiamo avere nel più breve tempo possibile standard minimi per certificare che il vaccino sia sicuro ed efficiente e iniziare i test. Possiamo farcela».


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Il laboratorio israeliano - scrive Luca Monticelli su La Stampa - sta lavorando da 4 anni alla vaccinazione orale per i Coronavirus (dai comuni virus respiratori fino alla Sars) sui polli: «Abbiamo sviluppato una nuova tecnologia ottenendo degli ottimi risultati», ha ricordato il dottor Chen Katz. L’infezione delle galline ha una elevata somiglianza genetica con il Covid-19 umano: «Per i polli la cura funziona e pensiamo di non avere problemi ad adottare questa tecnologia nelle persone perché lo stesso recettore che utilizziamo nelle galline lo troviamo anche nei mammiferi, il meccanismo fisiologico è simile», ha spiegato. «Noi sappiamo quali proteine usare per attivare il sistema immunitario della mucosa orale e siamo gli unici ad aver fatto questo tipo di studi», perciò se arriverà il permesso di sperimentarlo «potremo dimostrare che il nostro vaccino è sicuro ed efficiente». E' convizzione degli scienziati della Galilea che il Covid-19 si sta sviluppando in climi differenti e dunque il virus non sembra essere legato alla temperatura come quello influenzale: per questo non si sa ancora se con l’estate il contagio rallenterà però sembrano escludere un nuovo picco ogni inverno anche perché al momento non si sono formati dei ceppi molto diversi dal Coronavirus originario e questo significa che per eliminarlo serve un solo tipo di vaccino.


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