Coronavirus, il farmaco napoletano funziona: si intravede l'alba, ma il "galli" non canta più

Il farmaco sperimentato a Napoli funziona, eppure non si notano più gli attacchi dal nord al dottor Ascierto, che va solo ringraziato.
L'emergenza Coronavirus si è impossessata improvvisamente della nostra Nazione. Sembrava non dovesse toccare la nostra Italia, invece è successo esattamente l'opposto. Da fine febbraio una incredibile escalation di ricoveri e decessi ha colto di sorpresa tutta la popolazione. Il Governo si è mosso di conseguenza chiudendo il paese fino al tre aprile. Ma voci di corridoio parlano di prolungamento almeno fino al prossimo diciotto del mese che sta per entrare. Aprile dolce dormire, dice un vecchio adagio, che sicuramente non piacerà a Paolo Ascierto.
Il medico napoletano, infatti, è tra i più attivi del mondo e della nostra penisola nella lotta a questo virus di cui si sa ancora poco. La sperimentazione del Tocilizumab (sembrava impronunciabile all'inizio questo nome, eppure con il passare dei giorni è diventato facile al pari di amore, ma soprattutto speranza, ndr), sta cominciando a dare i suoi frutti e nonostante gli attacchi del nord, nelle tv della nostra nazione, comincia a fare i suoi effetti fattivamente sui pazienti malati. Si intravede l'alba per i malati di Covid, ma il "Galli"... non canta più. Ce ne faremo una ragione. Viva Paolo Ascierto e grazie alle sue notti insonni. Il galli può attendere.








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