Coronavirus, grigliata a Palermo sul tetto: "Mi stanno torturando! Ordinanza rispettata"

Una delle persone coinvolte nella grigliata di Palermo ha parlato dell'incresciosa situazione che si è venuta a creare.
La Pasqua blindata e deserta degli italiani ha subito fatto il giro della rete, così come qualche episodio isolato, tipo quello di Palermo, nel rione Sperone, dove un gruppo di giovani si è ritrovato sul tetto per una grigliata clandestina, violando le misure per fronteggiare questa pericolosa emergenza Coronavirus. I protagonisti, raggiunti dalla Polizia, hanno risposto con fuori d'artificio e si sono poi dati alla fuga per non farsi denunciare dalle forze dell'ordine che erano lì per stanare l'imbarazzante riunione, fuori luogo e legge di questi tempi di epidemia.
Nel frattempo, Giuseppe S., una delle persone coinvolte, spiega: "Chiedo scusa alla mia Sicilia e a tutte le persone che soffrono la perdita del proprio caro e alle persone che sono state contagiate" riporta ilsicilia.it: "Sicuramente non l’ho fatto per sfottere qualcuno. Soprattutto le persone che soffrono la perdita di un proprio caro. La mia famiglia ha rispettato l’ordinanza: siamo a casa da 45 giorni, non è mai uscito nessuno, esco solo io ogni tanto per fare la spesa. Ci siamo riuniti sul tetto del condominio. Io non ho minorenni. Non posso dire agli altri residenti cosa fare dei propri bambini. La gente mi sta torturando e offendendo da ogni parte del mondo per il video che ho fatto. Mi spiace".







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