Corbo: "Napoli sta cambiando, c'è una certezza e riguarda De Laurentiis. I nomi..."

"Arriveranno due giocatori quindi, ma chi? Partiamo dai nomi ricorrenti. L'uruguaiano Vecino e il serbo Maksimovic."
Il noto giornalista Antonio Corbo, su Repubblica, come di consueto ha realizzato il suo celebre "graffio". Ecco l'interessante analisi qui di seguito: "Buon 2016 a tutti. Il mio è cominciato con l'emozione del vecchio ragazzo che si diverte a sparare fuochi innocenti. Non mi sono mai sottratto: basta evitare quelli proibiti. Per lavoro ho raccontato penose notti di San Silvestro tra fiamme e sangue. Ho girato da giovane cronista per gli ospedali. Non mi sono fermato negli ultimi tempi: quante notti? Dal crollo di Castellammare a quell'onesto garzone di pizzeria, Nicola Sarpa, ucciso a 24 anni da una pallottola vagante ai Quartieri Spagnoli. In via Trinità degli Spagnoli. Passava in scooter una ragazza con la pistola puntata verso l'alto tra palazzi stretti che nascondono anche il cielo. Sparava per allegria. Qui si ammazzava per allegria. Nicola poco dopo mezzanotte era al balcone. Da solo. Lo immagino più triste che curioso, più malinconico che felice. La madre separata era in casa, e lui fuori guardava la festa. Immaginava forse la sua vita pulita, la meritava, una vita diversa da quella del padre ancora in carcere. Il bilancio di San Silvestro è stato rassicurante. Nessun morto. Ricordo un mio vecchio titolo: Mezzanotte killer. Sembra passato un secolo, vuol dire che Napoli lentamente cambia, può cambiare. Ho dato i primi auguri ad un uomo buono, questa Napoli bella e brutta l'ha attraversata con dignità. Educato e pensoso come sanno essere solo gli attori comici. Ruggero Pignotti ha recitato a cinema con Sofia, De Sica padre, Mastroianni, Manfredi, a teatro con Taranto, con Cannavale e Luisa Conte ne "La presidentessa" del regista Nino Masiello, record di repliche alla Stabile del Sannazaro. La famiglia l'ha festeggiato in sobrietà, secondo il suo stile di vita: cento anni il Primo Gennaio. "Cient'anni" fu il nome della sua ultima figura a teatro, vecchio capobarca sulla spiaggia dell'opera di Raffaele Viviani "Pescatori", portata in scena l'ultima volta da Mariano Rigillo al Diana. In lui c'era tutto il sapere di un borgo di marinai. Ho evitato di incontrare Maurizio Sarri a San Silvestro. Ero passato dal "Capitano" sul porto di Pozzuoli. Sarri aveva invitato nel ristorante accanto "Bobò" tutto il suo staff con mogli. Sono sparito prima del suo arrivo. Ho immaginato il disturbo: incontrare un giornalista prima di una cena con amici, sai che noia? I maestri, ed io ne ho avuti per fortuna, mi hanno insegnato a rispettare tutti. Quando andavo a raccontare un delitto oppure a chiedere la foto del morto ai familiari, quando ero in tribuna per uno scudetto, una Coppa dei Campioni, un titolo mondiale. Dove c'è un vincitore c'è sempre uno sconfitto. Mi hanno insegnato questo. Evito di essere invadente. Detesto chi si avvicina ai personaggi. Se non ha un buon motivo per farlo. C'è invece un buon motivo per vincere lo scudetto. Non so quanto, ma può aiutare la città, che lentamente sta cambiando. Buon anno, auguri a tutti voi. Vi giro l'articolo appena scritto per Repubblica. Il Napoli entra nel 2016 con un secondo posto carico di attese e responsabilità. Ad un solo punto dalla capolista Inter. Nella storia moderna del club è il risultato più interessante. Lo stesso piazzamento, alla fine del campionato 2012-2013, l'anno di Mazzarri, è stato molto brillante. Identica la media punti (2,05 a gara) ma la squadra non fu mai in lotta con la prima Juve di Conte, finendo ben lontana: 87-78. Stavolta sono concrete le possibilità di scudetto, legate tuttavia a cinque incognite. Il mercato di gennaio, la velocità di inserimento dei nuovi, la capacità operativa di De Laurentiis in tandem con Giuntoli, la duttilità di Sarri nell'aggiornare l'assetto tattico, il contributo di Insigne finora prezioso ma lunatico. Superata la sbornia di elogi e annunci, insidiosa come quella dei dolci natalizi, si può fare il primo punto sul mercato. Si apre oggi con un dato: il Napoli non ha comprato nessuno, ma niente paura. I cronisti danno tutti i dettagli sugli obiettivi e i tifosi sono avidi di notizie: l'euforia è documentata dai 20mila biglietti già venduti per la notturna del 6 gennaio con il Torino. Ma una certezza c'è: l'impegno del presidente a comprare almeno due giocatori di qualità. Conviene credergli: impensabile che non abbia seguito il fragoroso annuncio di Capodanno, un rischio insostenibile per la sua attendibilità. Arriveranno due giocatori quindi, ma chi? Partiamo dai nomi ricorrenti. L'uruguaiano Vecino e il serbo Maksimovic. Il primo è perfetto per le esigenze del Napoli: Matias Vecino Falero ha l'età giusta, 24 anni. Può sostituire sia Allan che Hamsik. Conosce sia il calcio italiano (Empoli e Fiorentina) che Sarri. Si inserisce subito. Stessa età per Nikola Maksimovich, difensore centrale che può subentrare per fisicità più a Koulibaly che ad Albiol. Non conosce però i movimenti delle difese di Sarri. Non sono esclusi altri nomi, ma è importante la celerità. Gennaio passa in un soffio, il Napoli non può attendere. I tempi di acquisto chiariranno se funziona davvero il Napoli, ora che a pieno titolo Cristiano Giuntoli si affianca a De Laurentiis e al prudente Chiavelli, considerato il mago delle clausole. Anche l'eccellente Sarri è alla prova nella volata scudetto. Il modulo è stato però ben studiato dagli avversari. Ecco perchè le squadre di tecnica inferiore attuano delle contromisure: dal Genoa in poi bloccano la fase di costruzione a centrocampo, marcando stretto Jorginho e Hamsik. Questo impedisce al Napoli di ribaltare subito il gioco con proiezioni verticali. Non è ozioso approfondire ripartenze con triangoli veloci sulle fasce e altri sistemi alternativi. Fondamentale, al pari di Higuain, il rendimento di Insigne. Dovrà ripetere alcune strepitose, senza cedere ad egoismi e languori. Nella volata scudetto si gioca in chiave personale gli Europei. Far ricredere il testardo Conte è quello che tutto il Napoli, dal presidente ai tifosi, si augurano. Una storia nella storia. Già, i tifosi. Sembra eccessiva l'attenzione suoi nuovi arrivi. Rischia di oscurare i meriti di chi ha portato il Napoli a questo secondo posto. Niente di miracolistico, calma. Chi viene dovrà solo essere inserito su una piattaforma già rodata, che ha prodotto gioco spettacolare. I buoni ricambi consentiranno continui innesti e migliori cambi in corsa. Intrigante qualche rilancio: Valdifiori contro il Torino sostituisce lo squalificato Jorginho, vediamo come va. E c'è Gabbiadini: se vince la sindrome dell'emarginato, è una micidiale variante tattica".








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