"Contro la Juve si accasciò a terra e morì d'infarto", l'episodio che segnò Sabatini e il calcio italiano

"Ero un genio calcistico ma non capivo il calcio. Avevo qualità tecniche e velocità ma ripeto, non capivo il calcio. Ho giocato il calcio della piazzetta per tutta la vita".
L'edizione odierna del Corriere dello Sport racconta il Walter Sabatini dirigente, soffermandosi su un episodio sconvolgente che ha segnato il calcio italiano, ovvero la morte di Renato Curi: «Ero un genio calcistico ma non capivo il calcio. Avevo qualità tecniche e velocità ma ripeto, non capivo il calcio. Ho giocato il calcio della piazzetta per tutta la vita». Il futuro direttore sportivo che smise l’attività agonistica ad appena 29 anni in quella stagione a Perugia visse l’esperienza più forte di tutta la sua esistenza: la morte in campo di Renato Curi. Nella gara contro la Juve al 5’ del secondo tempo il centrocampista si accasciò sul campo colpito da un infarto. Morì poco dopo. Nel Perugia, dal 1974 al 1976, giocò anche Paolo Sollier, calciatore che legò sempre la sua attività sportiva all’ impegno politico. Sabatini lo definisce così: «Talento in campo e intelligenza fuori».







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