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Conte a processo, la FIGC sta con l'accusa. Il PM: "Telefonate inquietanti. Tavecchio..."


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Conte a processo, la FIGC sta con l'accusa. Il PM: Telefonate inquietanti. Tavecchio...

Domani il maxi processo sul calcio scommesse. 104 gli imputati, la Federazione si costituisce parte civile. A 5 anni dall'inizio delle indagini, sarà celebrata la prima "puntata" di un'udienza preliminare che si preannuncia molto lunga.


Parte domani alle 9:30 a Cremona il maxi processo sul calcio scommesse. 104 gli imputati, la Federazione si costituisce parte civile e così, a 5 anni dall'inizio delle indagini, sarà celebrata la prima "puntata" di un'udienza preliminare che si preannuncia molto lunga. 60 le partite per cui c'è un'imputazione, i reati contestati vanno dall'associazione a delinquere transnazionale alla frode sportiva. Quest'ultima è l'accusa mossa ad Antonio Conte: secondo il PM di Cremona, Roberto Di Martino, il CT avrebbe preso parte alla combine AlbinoLeffe-Siena (1-0, 29 maggio 2011), mentre è stata arcivhiata la posizione per Novara-Siena. Le accuse più gravi sono mosse a Mauri e Signori, Doni, Sartor e c'è anche Stefano Colantuono, per Crotone-Atalanta del 2012. Di Martino ha risposto ad alcune domande de Il Fatto Quotidiano: " Tavecchio mi ha telefonato una volta. Per un articolo che riportava la notizia che io fossi stato lasciato solo. Ma io non sono stato lasciato solo dalla Federazione. La mia solitudine è di un altro tipo. E riguarda le richieste di aiuto che avevo avanzato al Ministero(della Giustizia ndr). Il ministero non si è mai preoccupato di inviare quelle risorse di cui invece avremmo avuto bisogno. Quando c'è stata la possibilità, qui a Cremona non è stato inviato alcuno del personale richiesto. In genere, in casi di processi questo tipo, si fornisce aiuto. Oggi, a pochi giorni dall'udienza preliminare, mi ritrovo con un carico di lavoro insostenibile. Io ho fatto soltanto il mio dovere di magistrato. Non posso sapere quale sorte abbia la mia inchiesta. Posso soltanto dire che nel calcio attuale e non solo c'è sicuramente un problema. Perchè a prescindere dall'inchiesta penale, dal punto di vista sportivo, i fatti emersi da questa inchiesta come ad esempio le telefonate in cui si ascoltano persone parlare di questa o quella partita, restano fatti di rilievo. Inquietanti. A prescindere se siano o meno fatti rilevanti in sede di processo penale. Io ho svolto indagini anche sul tennis. E posso dire che in quello sport, essendo uno sport individuale, le manipolazioni sono molto più semplici. Il problema andrebbe risolto in altre sedi rispetto alle aule di giustizia. Non è compito del magistrato trovare risposte diverse rispetto a quelle processuali. Però penso che qualcosa potrebbe essere fatto: si potrebbe agire sui giovani per esempio. Oppure in un'ottica di prevenzione, rivolgendo maggiore attenzione verso quelle partite più a rischio, come quelle di fine campionato. E ancora, sarebbe importante un'attività di moralizzazione. Non penso che queste persone, soprattutto tra i calciatori, abbiano bisogno di ottenere guadagni maggiori in modo illecito. Le partite finite sotto imputazione sono state circa 60. Ma le partite per le quali si dice qualcosa, anche di generico o fumoso, all'interno delle intercettazioni sono molte di più. Circa 150-200 partite concentrate principalmente nel 2011 e che riguardano tutte il calcio italiano. Più il campionato è importante e più i controlli sono incisivi. E' più difficile quindi che una partita venga manipolata quando si tratta ad esempio delle serie maggiori. Nelle serie minori l'attenzione è minore e di conseguenza anche i controlli sono meno incisivi. E le partite manipolate sono di più. E' più facile ad esempio che in Lega Pro rispetto alla serie A un calciatore arrivi a manipolare una partita anche solo per poche migliaia di euro. Invece quello che può accadere sono gli accordi tra le società. Ci sono diversi livelli. Posso dirle quello che è emerso dalle indagini. E cioè che in alcune intercettazioni sono emerse situazioni in cui si è detto che alcuni dirigenti si erano parlati per mettersi d'accordo. Ma tuttavia nell'intercettazione non viene detto chi tra i dirigenti ha manipolato e di quale squadre. Dal punto di vista penale, quindi non sono pertanto stati elementi utilizzabili. Come abbiamo avuto modo di apprendere non dalle intercettazioni ma da altre fonti, ci sono stati accordi che hanno coinvolto anche squadre della massima serie. Nel corso delle indagini sono emersi casi come le partite della Lazio (nell'ambito delle quali sono stati coinvolti anche alcuni calciatori) oppure INTER-CHIEVO del 9/05/2010 dove il Chievo avrebbe chiesto di segnare almeno un gol. Ci sono poi state partite di serie A per le quali non siamo riusciti ad accertare se l'accordo abbia coinvolto tutte e due le squadre. In totale le custodie cautelari sono state circa una cinquantina. Posso dirle che non sono state richieste a caso perchè la maggior parte di queste persone ha ammesso se non tutti buona parte degli addebiti che venivano mossi contro. Grazie alla collaborazione di una di queste persone (un singaporiano ndr), ad esempio, siamo riusciti a capire come funzionava lo schema. Uno schema attraverso il quale avvenivano queste manipolazioni. Che non è sempre lo stesso. Ci sono partite dove avviene una vera e propria corruzione diretta. E altre partite dove invece si sovrappone la presenza di più persone che facilitano il meccanismo illecito. In questo caso possiamo dire che ci sia stata una struttura piramidale, dove a capo ci sarebbero stati questi cosiddetti"singaporiani". Personaggi provenienti da Singapore (dove la legislazione sulle scommesse è meno rigida rispetto a quella italiana) che hanno assoldato questa altra banda di slavi e ungheresi (anche detti gli "zingari") che erano in contatto con i calciatori italiani. E' emerso che questi "zingari" si recavano abitualmente con denaro in contanti sotto l'albergo dove alloggiavano i giocatori della squadra ospite, mostrando loro i soldi per indurli a manipolare la partita. Nel senso di conoscere quei calciatori o ex calciatori che sono facilmente avvicinabili e che come emerso dall'inchiesta sono state definiti da qualcuno "bandierine". Nel senso di essere maggiormente propensi a vendersi una partita. La giustizia sportiva ha un modo di raccolta delle prove diverso rispetto a quella ordinaria. E poi deve intervenire velocemente, con il rischio di non riuscire ad offrire le stesse garanzie che invece può offrire la giustizia ordinaria. Posso dire che ho avuto una strettissima collaborazione con il dottor Palazzi al quale ho trasmesso tutta la documentazione che avevo. Posso dirle che quando accendo la televisione la mia impressione è che il problema non esiste. Posso però lamentarmi del fatto che non ho mai visto prendere molto sul serio questo problema del calcio scommesse. Che è stato considerato come un problema che riguardava solo poche persone. Io sono quanto meno soddisfatto di aver sollevato il problema. Dal punto di vista penale, anche se molti hanno già patteggiato, bisognerà vedere che cosa stabilirà il giudice. Poi un altro risultato però l'ho ottenuto. Sono state inasprite le pene per coloro che decidono di manipolare una partita. Se prima il reato di frode era punito con una pena fino ad 1 anno, adesso arriva fino a 6. L'elevazione della pena consente inoltre ai magistrati di agire in maniera più incisiva anche dal punto di vista investigativo".


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