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Confessione choc di Caressa sulla Juventus, Pistocchi pungola su Twitter


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Confessione choc di Caressa sulla Juventus, Pistocchi pungola su Twitter

Bastano poche parole, come sempre, a Maurizio Pistocchi per essere incisivo con i suoi commenti via Twitter su quanto avviene nel mondo del calcio nostrano.


"Calciopoli? La Juventus chiese la mia testa a Sky". Via Twitter, Maurizio Pistocchi ha ripreso le parole del collega di Sky Sport Fabio Caressa non disdegnando una punzecchiatura: "Caressa torna su Calciopoli e attacca: Moggi e la Juve facevano quello che volevano. Ieri. E oggi?", si legge sul suo account ufficiale. Caressa non si è limitato solo a questo, ma ha rivelato anche altri interessanti retroscena durante la rassegna "Il Valore dello Sport", organizzata dall'Università Bocconi di Milano: "Nel 2006 pensavo ci fosse qualcosa, ma no a quel livello lì. Moggi ha pensato non solo di poter fare qualcosa per la Juve ma ha pensato di poter fare quello che voleva per tutto il campionato. Ci sono decine di sentenze su questo ormai. Lui pensava di poter decidere su chi doveva retrocedere e altro, questo non era possibile. Poi negli anni si scopriranno sotto che ci sono state anche lotte, magari anche interne alla famiglia e nella Juventus in quel periodo. C'era grande incredulità e poi è arrivato il Mondiale dove c'era grande voglia di rivalsa perchè venivamo un po' derisi, giustamente. E' stata una pagina molto brutta e io sono stato testimone di quello che accadeva, pochi mesi prima che accadesse. C'erano stati degli arbitraggi che facevano pensare, in particolare in un Bologna-Juventus vinto dai bianconeri per 1-0 con un goal di Nedved su calcio di punizione. In questo match per due volte sul bolognese Cipriani non fu fischiato il rigore e nell'intervista a fine gara lo stesso giocatore disse che gli episodi non erano importanti: Cipriani era un giocatore della GEA".


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"Dopo che noi affrontammo l'argomento in telecronaca dicendo che due rigori non erano stati concessi, arrivò una telefonata all'allora amministratore delegato di Sky dalla dirigenza della Juventus che urlando chiedeva la mia rimozione e quella di Beppe Bergomi. Questa cosa accadde sotto Natale e lui stesso durante il cocktail ci disse di ricordarci che noi siamo Sky e siccome diamo noi i soldi alla Juventus per i diritti, magari un giorno chiederemo noi di decidere il loro allenatore ma loro non decideranno mai su quello che deve fare Sky. Questo fa capire che forza servisse in quel momento per resistere ad alcune pressioni. Il giorno dopo successe che sulla prima pagina del Corriere della Sera, ci furono due colonne di attacco nei confronti miei e di Bergomi dicendo che Cipriani stesso aveva detto che i rigori non c'erano, mistificando la realtà in una maniera ignobile. Non dico il nome del giornalista per rispetto, ma dopo uscì che era colluso con queste persone quì. Era un momento molto complicato, si avvertiva questa pressione. E' scoppiato tutto perchè qualcuno ha voluto fare più di quello che era concesso. Un po' come Tangentopoli nel '92..."


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