Chiariello: "Napoli, scordiamoci Conte e il rinnovo di Osimhen. Arriva la terza mazzata"

Chiariello attraverso il suo "editoradio" odierno ha messo in evidenza l'attualitą del calcio italiano soffermandosi sull'abolizione del decreto crescita.
Umberto Chiariello, è intervenuto con il suo editoriale ai microfoni di Radio Napoli Centrale, per parlare della situazione che sta vivendo il calcio italiano: "Le notizie cattive per il calcio non vengono mai da sole. È di queste ore la notizia dei broadcaster che hanno offerto 900 milioni, la Lega Serie A – o almeno una parte di essa col Napoli capofila - non sembra intenzionata ad accettarli e si fa sempre più consistente l’idea di canale della Lega. Come funziona un canale di Lega? Tra satellite e streaming, la Lega venderebbe gli abbonamenti direttamente, senza passare per un broadcaster. In questo modo, la Lega diventa imprenditrice di sé stessa dotandosi di una struttura che si occupa di riprese, abbonamenti, incassi, studi propri, fa i suoi contenuti e lo rivende. La Lega mette in piedi una politica commerciale con cui pensa di prendere più dei 900 milioni dei broadcaster. C’è un ‘ma’. Quando la Lega vende i diritti ha un enorme vantaggio, monetizza subito una buona parte di questi diritti. Firmando un contratto col broadcaster, una società in difficoltà, prende il contratto, lo porta in banca, si fa dare un fido, si stacca la prima fattura e c’è un anticipo all’80% IVA compresa. In questo caso, invece, c’è un problema: devi incassare, devi vendere, non hai anticipazioni. Ecco perché si era pensato di dotarsi di fondi, ma sono cari".
"Comunque sia, De Laurentiis è intenzionato a rifiutare i broadcaster e crede fortemente nel canale di Lega. A questa querelle si aggiunge il problema delle scommesse. Cosa c’entrano? Se le scommesse dilagano e si propagano, sapete cos’accade? Che stando alle dichiarazioni dell’Ente di Controllo Società di Scommesse del Monopolio di Stato Italiano, il 90% dei calciatori scommette sul calcio".
"Adesso arriva la terza mazzata: il decreto crescita ha stabilito una variazione per la quale dal 1° gennaio 2024 non si applicherà più al calcio, quindi influirà non solo sul mercato di gennaio, ma anche su quello della sessione estiva. Quindi, il Napoli avrà un aggravo dei costi sull’acquisto di Natan, Lindstrom e Cajuste, ma al Napoli non peserà molto, sarà un piccolo danno visti gli ingaggi. Attenzione! Il Milan ha fatto un’intera campagna acquisti basata sui benefici del decreto crescito; quindi, ha i conti completamente sballati; anche per l’Inter una bella batosta; è andata bene la Juventus che ha preso solo Weah. Questo cambierà molto anche la politica del Napoli: scordiamoci di Antonio Conte. Scordiamoci anche il rinnovo di Victor Osimhen". Ha concluso Chiariello.






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