Cesarano non dimentica: "In Russia perse la vita sul campo il tifoso Pasquale D'Angelo"

Rino Cesarano attraverso i suoi canali social ha criticato certi professionisti napoletani che in passato hanno aspramente disquisito di De Laurentiis.
Rino Cesarano, giornalista da sempre vicino alle vicende del Napoli, con occhio critico sui fatti della città e della squadra, attraverso i suoi canali social ha osservato: "Tutti quelli che hanno sputato veleno in quantità sulla gestione del calcio Napoli saranno benvenuti a bordo ma sono anche pregati di starsene tranquilli. Io mi ricordo di tutti quei professionisti napoletani che non hanno mai perso occasione (in tv e sui giornali) di criticare il presidente del Napoli perché non spendeva, non voleva vincere, non aveva una sede in città, non aveva immobili di proprietà del club, non aveva un centro sportivo per il settore giovanile (e di questo mi sono lamentato anche io), di non volersi affiancare di figure rappresentative, di essere troppo accentratore, di abitare a Roma, di preferire un altro tipo di pizza, di non voler alzare il tetto ingaggi, di parlare sempre di Paestum e dei palloni che non c'erano".
Inoltre, ha aggiunto: "Personaggi anche di un certo peso, culturale e imprenditoriale. Il tifoso comune, no. Quello reagisce sempre di pancia perché è innamorato. Ma seppure in contrapposizione (a periodi) l'ho visto ovunque: a Sora, a Manfredonia, a Teramo, a Gela (il biglietto costava 20 euro, non 40 come dicono). E anche in Portogallo, in Grecia, in Albania, in Austria, in Russia dove perse la vita sul campo il tifoso Pasquale D'Angelo. Al tifoso comune perdono anche gli insulti che mi ha rivolto l'estate scorsa sui social quando lo invitavo a pazientare e a sfogarsi con me e lasciare lavorare in pace il presidente, l'allenatore e il direttore sportivo che pure avevo criticato in qualche occasione. Quindi chi deve stare tranquillo, già lo sa. Le inversioni a meglio evitarle".
"La memoria, un po' mi aiuta ancora. Quelli di fuori Napoli, infine, neanche li prendo in considerazione. A quelli ha dato sempre fastidio che Napoli riuscisse ad alzare la testa, soprattutto durante l'era-Maradona, letteralmente crocifisso per la sua sregolatezza al di fuori del campo. Ricordo anche questo. E mi scuso con tutti per la lunghezza del post e per lo sfogo. Assorbi-assorbi e poi non ce la fai più: esplodi. E si può anche capire". Ha concluso Cesarano.








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