Callejon e l'ultimo gol con il Napoli: ecco cosa si "nascondeva" dietro la misteriosa esultanza
Josè Callejon è stato uno dei calciatori più amati della storia recente della SSC Napoli di Aurelio De Laurentiis. In azzurro lo portò Benitez.

La puntata di "Napoli's Legacy", sul sito ufficiale del club azzurro, è dedicata ad un grande calciatore del recente passato azzurro, Josè Maria Callejon. Il club partenopeo mette in evidenza la grande sintonia tra lo spagnolo e l'attaccante napoletano Insigne, nei loro anni di Napoli.
La sintonia tra Insigne e Callejón era integrata da quella con Dries Mertens, che nel corso della stagione 2016/17 si ritrovò a vestire i panni della prima punta. Durante quella annata nacque il cosiddetto “attacco leggero”, un tridente atipico, formato da tre attaccanti non dotati fisicamente, ma che si sposavano alla perfezione. I tre “piccoletti” raccolsero all’unisono l'eredità di Higuain, chiudendo tutti in doppia cifra di gol quel campionato. La spagnolo, nello specifico, registrò la sua stagione più proficua sotto l’aspetto delle partecipazioni a rete: 14 gol e 12 assist, che resero l’esterno del Napoli uno dei soli due giocatori capaci di segnare più di 10 reti e fornire più di 10 passaggi vincenti nella Serie A 2016/17, assieme a Mohamed Salah (15+11). José Callejón centrò la “doppia-doppia” anche nel campionato successivo (10 gol e 10 assist in quel caso), nel 2017/18, accarezzando per buona parte della stagione il sogno di vincere uno Scudetto storico in maglia azzurra.
Nel torneo seguente, il 2018/19, lo spagnolo diminuì il suo apporto realizzativo (tre gol in Serie A), lasciando invariato quello legato agli assist, fornendone altri 10: in quel triennio (2016-2019) solo lui e Papu Gómez riuscirono a servire almeno 10 passaggi vincenti in ciascun campionato di Serie A. Arrivando all’ultima stagione all’ombra del Vesuvio (chiusa con quattro gol e sette assist in campionato), resta impressa l’esultanza iconica di Callejón dopo il gol nel successo contro la Roma del 5 luglio 2020 (2-1). Dopo aver realizzato quella che sarebbe stata la sua ultima rete con il Napoli, lo spagnolò portò la mano sotto al mento, simboleggiando la frase “a testa alta fino alla fine”. Un gesto che i tifosi partenopei ricordano ancora, da parte di un giocatore iscritto per sempre nella storia del club.
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