Cabrini: "Le donne mi tiravano le mutandine. A Campobasso rimasi mezzo nudo"

In un'intervista a Repubblica, l'ex calciatore Antonio Cabrini ha raccontato alcuni aneddoti sulla sua vita.
Intervistato in esclusiva dal quotidiano La Repubblica, Antonio Cabrini è ritornato sul suo vecchio soprannome quando era uno dei calciatori più famosi: "La bellezza è stata il mio doppio, come due persone che vivono in una sola. E’ stata la mia compagna di viaggio ed è andata bene così. All’inizio, però, lo specchio non mi diceva proprio niente, di sicuro non mi sarei mai fatto un selfie. Poi mi sono abituato. La gente vedeva in me il calciatore forte e, insieme, l’immagine. Brera mi chiamò il bell’Antonio, come il romanzo di Brancati: ora, dopo tanto tempo, lo ringrazio”.
Poi il campione del mondo di Spagna 1982 ha aggiunto: “Le donne mi tiravano catenine d’oro, anelli, mutandine, ciocche di capelli, trecce che si erano tagliate per me, reggiseni: un delirio. A Campobasso, nel tragitto tra il pullman della Juventus e l’albergo mi ritrovai mezzo nudo, le tifose mi avevano tolto quasi tutto”.
Chiusura di Cabrini: “Se c’era la partita, pure Miss Mondo nel letto non mi avrebbe deconcentrato. Parlando seriamente, il pubblico femminile è garanzia di successo: le donne leggono tanto, si informano, guardano di più la televisione, sono esigenti, non superficiali, hanno la capacità di capire meglio”.






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