Bufera Juventus, Forgione: "Sapete per chi tifano i colleghi di Santoriello?"

Il giornalista e scrittore napoletano Angelo Forgione ha fatto il punto sulla vicenda di casa Juventus e sulle strumentalizzazioni del caso Santoriello.
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, attraverso i suoi canali social ha parlato del polverone mediatico alzato per il video del pm Santoriello dagli ambienti vicini alla Juventus: "Alzi la mano chi non pensa che il PM Ciro Santoriello sia di parte, antijuventino e pronto a colpire sadicamente la Juventus nel procedimento dell'indagine "Prisma". Alzi la mano chi non pensa che sia di parte anche io, chiamandomi fuori dagli attacchi strumentali al PM laziale di Latina perché tifoso del Napoli. Certamente non alzerà la sua mano il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, Giuseppe Santalucia, che ha avvalorato quanto ho scritto ieri sulla questione e, ammonendo l'incauta goliardia del PM "tifoso" di quasi quattro anni fa e l'uso inappropriato del gergo calcistico ("odio"), avverte che "si tratta di un collega a cui tutti riconoscono una grandissima levatura professionale", e che non è ricusabile perché l'appartenenza calcistica di un singolo non incide sull'attività processuale di un pool che, aggiungo io, produce atti ma non li giudica".
Inoltre, Forgione, ha aggiunto: ""Insomma, per il dispiacere di chi ne fa una questione di tifo e non di legalità, non ci sarà nessun cambio imposto nel pool della Procura di Torino che sta mandando avanti l'inchiesta "Prisma", a meno che Santoriello non decida autonomamente di fare un passo indietro. Lui, al momento, si dice sereno, e fa pure bene ad esserlo, se proprio vuole proseguire un delicato lavoro che, sia chiaro, ha già prodotto gli atti da giudicare. Può permetterselo, perché la sua carriera è al di sopra di ogni sospetto prodotto anche nelle teste più luminose di questo strano paese dalla miscela tra tifo e complottismo".
"La strumentalizzazione di parte delle sue antiche battute ha prodotto un pericoloso risultato, che è quello di guardare il dito, ovvero la passione calcistica di uno dei tre PM dell'indagine "Prisma", e non la luna, ossia quel che ha trovato nei conti della Juventus insieme ai suoi colleghi. E allora, se questo è il misero livello, bisognerebbe andare oltre Santoriello e chiedere agli altri due integerrimi PM (fino a prova contraria) se sono tifosi, di chi, e se "odiano" la Juventus. È importantissimo, a questo punto, visto che Santoriello è solo un terzo del pool, cioè minoranza. Magari si farà da parte lui e resteranno due terzi a fare i loro comodi da tifosi anziché da magistrati".
"Mi risulta che il toscano Mario Bendoni da Bibbiena sia un grande appassionato di calcio e tifi Milan. È anch'egli antijuventino? Non ho informazioni sul piemontese Marco Gianoglio da Cuneo, città territorialmente prossima alla Juve e al Toro. Dobbiamo sapere dei colleghi di Santoriello, assolutamente, perché ormai è questa la cosa più importante dal basso della partigianeria calcistica, non quanto hanno scoperto i tre dall'alto della loro comprovata professionalità. E dirò di più: dobbiamo sapere per chi tifa il giudice Marco Picco, torinese, colui che stabilirà a marzo se la Juventus e i dodici indagati andranno a processo per quel che i tre PM hanno rilevato, cioè false comunicazioni sociali, ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, manipolazione del mercato e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Roba scottante, la luna a cui nessuno guarda da due giorni per concentrarsi sul dito". Ha concluso Forgione.








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