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"Brucia una delle auto, correte!", nel 2001 anche Ferlaino come Sebastiani, ricordate?


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Brucia una delle auto, correte!, nel 2001 anche Ferlaino come Sebastiani, ricordate?

"Troppe, annota la polizia. E reiterate, fino a sera (aspetto sul quale pure si indaga). Arrivano vigili del fuoco, si precipita la Scientifica della polizia, i carabinieri".


L'attentato subito dal patron del Pescara è lo stesso che capitò al dottor Corrado Ferlaino, quando era ancora presidente del Napoli. Di seguito riportiamo uno stralcio di un articolo di Repubblica, che raccontava l'accaduto dell'aprile 2001:


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Un' auto che prende fuoco, improvvisamente, nel cortile d' una prestigiosa e silente villa affacciata sul corso Vittorio Emanuele. «Brucia una delle auto di Ferlaino, correte!». È da poco passata mezzanotte, arrivano le telefonate al 113 e comincia un giallo che durerà fino a sera intorno all' incendio che colpisce il parco auto dell' ex presidente del Napoli, l' amministratore delegato amatoodiato da migliaia di tifosi. L' incendio della nuovissima «Twingo Renault», l' utilitaria preferita dall' ingegnere Corrado per girare in città, magari insieme con i suoi cani, è un messaggio intimidatorio consegnato al patron della società, come lasciano intendere alcune indiscrezioni, rigorosamente non confermate dalla polizia; oppure, come sottolineano vigili del fuoco e tecnici della Scientifica intervenuti nella notte, «si tratta di un incidente, un corto circuito?» Per tutto il giorno, è un' altalena imbarazzante di ipotesi. Con la famiglia che, ad inchiesta ancora in corso, non nasconde la sua preoccupazione. E già denuncia «un eventuale salto di qualità negli attentati. A novembre, quando lanciarono, sempre qui, la bottiglia molotov, lasciarono una traccia; stavolta sono stati più professionali». La bella casa immersa nel verde, con vista sul Golfo, era disabitata quando il vano motore dell' utilitaria ha fatto scintille. L' ingegnere era partito per lavoro, i due figli fuori per cena, come la moglie. A piano terra, in una dependance, stava dormendo il custode della villa, Vito, che «non ha sentito, né visto nulla». Così, poiché l' incendio è ben visibile dalla strada, arrivano molte telefonate. Troppe, annota la polizia. E reiterate, fino a sera (aspetto sul quale pure si indaga). Arrivano vigili del fuoco, si precipita la Scientifica della polizia, i carabinieri". 


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