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Briatore, che bufera. Forgione: "Agli italiani non va giù che la pizza sia nata a Napoli"


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Briatore, che bufera. Forgione: Agli italiani non va giù che la pizza sia nata a Napoli

Angelo Forgione ha risposto a Flavio Briatore mettendo in evidenza la storia della pizza napoletana che detiene un primato assoluto.


Le parole di Flavio Briatore sulla pizza napoletana hanno scatenato un vero e proprio polverone anche mediatico, Angelo Forgione, noto scrittore partenopeo, attraverso la sua pagina ufficiale facebook risponde: "Sia chiaro: non deve preoccupare l'ignoranza di gente come Briatore e Cruciani, quando sostengono che la pizza non ha niente a che vedere con Napoli. Devono preoccupare i docenti universitari come Alberto Grandi (presidente del corso di laurea in Economia e management all’Università di Parma e già insegnante di Storia dell'alimentazione) quando dicono che la pizza con pomodoro e mozzarella e le pizzerie sono nate negli Stati Uniti, e allora vengono ascoltati da tutti i media nazionali. Più di ogni mia parola — e tante ne ho fatte in questi anni per divulgare la vera storia della pizza — può l'illustrazione tratta dal magazine britannico "The Graphic" del 12 novembre 1881, in cui vengono mostrate agli inglesi delle tipicità esclusivamente napoletane, sconosciute al mondo intero, tra cui una caratteristica "Antica Pizzeria", definita "pastrycook's shop".


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Inoltre, Forgione, aggiunge: "Si vede un pizzajuolo al banco che prepara le pizze con l'ausilio di un giovane garzone, un addetto alla cottura in forno, un cameriere che serve e tre tavoli con avventori, sedute e stoviglie. Una pizzeria, insomma, come tante ce ne sono oggi nel mondo, ma che a quel tempo si trovavano solo a Napoli. Era appunto il 1881, 24 anni prima dell'apertura della primissima pizzeria di New York, quelle dell'emigrato napoletano Gennaro Lombardi nella Little Italy di Manhattan, il locale alla napoletana che diede il via alla diffusione delle pizzerie negli States. Nell'illustrazione inglese del 1881, sul banco delle pizze, si legge persino "Antica", perché quel locale non era una novità per Napoli ma risaliva evidentemente a 50 anni prima, 1830 circa, l'epoca dell'apertura delle prime pizzerie napoletane, da Port'Alba (1830) a "Le stanze di piazza Carità" (1833), dove un adolescente Francesco De Sanctis — lo raccontò lui stesso nelle sue memorie — si accomodava con gli amici invece che mangiare la pizza per strada come si usava da secoli".


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"Pizze e pizzerie, dopo i napoletani, le conobbero gli americani quasi un secolo dopo, e solo dopo la Seconda guerra mondiale, a metà del Novecento, il resto d'Italia imitò i partenopei per business, perché i turisti statunitensi erano convinti di trovarle dappertutto nella Penisola e le chiedevano insistentemente da Roma in su. Il fatto è che agli italiani proprio non va giù il fatto che la pietanza più diffusa nel mondo sia stata inventata dai napoletani, e che i napoletani sappiano farla alla grande e a prezzi contenuti. Diciamolo!". Ha concluso il noto scrittore partenopeo.


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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