Brasile-Argentina, caos e pestaggi. Messi: "Si è rischiata la strage"

Lionel Messi, da capitano della squadra, ha fatto ritirare la squadra argentina negli spogliatoi. Lì l'Albiceleste è rimasta per trenta minuti.
L'Argentina ha battuto il Brasile per 1-0 con una rete di Otamendi al 63esimo nella partita valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2026 al Maracana Stadium di Rio de Janeiro. La partita è iniziata con 30 minuti di ritardo a causa degli scontri tra i tifosi argentini e la polizia brasiliana. I giocatori dell'Albiceleste, come riporta l'agenzia di stampa Afp racconta, tra cui Leo Messi, sono andati sotto la curva dei tifosi per chiedere calma prima di rientrare negli spogliatoi.
Il portiere Martinez ha attraversato di corsa lo spazio tra il campo e la curva per chiedere alla polizia di fermare le violenze. La polizia ha usato i manganelli per sedare la rissa. Ma la situazione è addirittura peggiorata. A quel punto, il capitano della nazionale Albiceleste, Lionel Messi, si è rivolto all'arbitro, il cileno Piero Maza, e con gesti eloquenti ha annunciato che avrebbe allontanato la squadra dal campo e si è diretto con i compagni negli spogliatoi in attesa che fosse ripristinata la calma.
Lo stesso Lionel Messi ha commentato così il suo gesto: "Reprimevano la gente con i bastoni, hanno usato la violenza picchiando le persone - il riferimento alla polizia brasiliana -. C'erano giocatori che avevano famiglia lì. Si è rischiata la strage".






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