Brambati, il retroscena sul doping: "Quel giorno marcavo Maradona. Mio padre si spaventò..."

In un servizio de Le Iene, l'ex calciatore Massimo Brambati ha parlato delle pratiche dopanti durante la sua carriera.
Le recenti morti di Mihajlovic e Vialli hanno acceso i riflettori su una possibile connessione tra il doping e le gravi malattie per gli ex calciatori. Intervistato da Le Iene, Massimo Brambati ha ammesso di aver preso alcuni farmaci dopanti: "Diciamo di sì. Ho spaventato anche mio padre una volta, dopo una partita. Quel giorno marcavo Maradona. E quando sono andato al bar a bere una cosa con lui, non riuscivo a tenere in mano la tazza perché tutto il liquido fuoriusciva, mi tremava la mano. Avevo l'occhio abbastanza vitreo e mio padre si accorse, mi chiese, però io non ebbi il coraggio di dire la verità, diciamo".
"Maradona non lo potevi marcare neanche con tre Micoren. Però c'era anche un altro preparato che ci davano, che si chiamava Anemina, era una pasticca che aumentava i riflessi" ha continuato l'ex calciatore di Torino e Bari.
Poi Brambato non ha nascosto la preoccupazione per la sua salute: "Le pasticche sembravano delle Zigulì e io ne ho prese tante. È per questo che sono molto preoccupato, in funzione del fatto che ci possa essere una correlazione con queste medicine e tutte le cose che sono successe agli ex calciatori più avanti negli anni. Con Gianluca Vialli ho partecipato al Mondiale militare, quando vedi qualcuno con cui hai condiviso qualcosa morire ti vengono in mente queste cose".






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