Bocca: "La maledizione a cui è condannato Messi e gli stranguglioni mistici di Adani"

Fabrizio Bocca, attraverso il proprio blog, ha fatto il punto sull'Argentina di Leo Messi approdata ai quarti di finale del Mondiale in Qatar.
Fabrizio Bocca, giornalista, sul proprio blog personale ha commentato la vittoria dell'Argentina sull'Australia agli ottavi del Mondiale ed in particolare si è soffermato sul capitano Leo Messi. Queste le sue parole: "Ma perché a ogni gol di Messi bisogna saltare su con la storia dell’impresa, del miglior giocatore al mondo, della giocata straordinaria che solo lui può fare, del gol miracoloso? Perché siamo condannati a sentire Daniele Adani su Rai 1 avere addirittura degli stranguglioni mistici che invocano il miracolo dell’acqua trasformata in vino? Proprio per il grandissimo campione che è stato – comunque anche lui è soggetto alla parabola fisica degli umani che salgono e poi naturalmente declinano – c’è da dire che il Mondiale di Messi finora è stato ordinario. Lui stesso è condannato dalla maledizione del paragone con Maradona, per cui per raggiungerlo il Mondiale deve vincerlo: ma per farlo deve ancora superare quarti, semifinale e finale contro chissà chi. Insomma è calcio, non religione.
Al di là degli stranguglioni mistici – “trasforma l'acqua in vino!” – di Lele Adani su Rai1 ad ogni suo gol, il Mondiale di Messi – miglior giocatore al mondo per assunto fideistico, negando cioè il principio che qualsiasi campione, se compreso nell’elenco degli umani mortali, è comunque soggetto al naturale percorso del luogo geometrico della parabola – è da considerare finora ordinario.
Ordinario, proprio perché si chiama Lionel Messi, è / è stato un giocatore fantastico, e perché in campo gli abbiamo visto fare ben altro. Io in particolare ebbi la fortuna di vedergliene fare 4 all’Arsenal in una notte, nella stagione di Champions League 2009-2010 – posso immaginare cosa avrebbe fatto Adani fosse stato nell’allora scomoda e affollatissima tribuna stampa del vecchio Camp Nou… – quella poi conclusa col trionfo interista. Dunque non vedo perché a ogni gol, pure un po’ ballonzolante e passato tra molte gambe australiane – notoriamente 11 Beckenbauer… – si debba gridare al miracolo, all’impresa e passare compulsivamente dal chiasso satanico alla religiosa estasi mistica.
Segnalo, se mai fosse possibile, agli adoratori messianici che siamo agli ottavi di finale. E che Lionel Messi, secondo la maledizione cui lui stesso si è condannato essendo stato, anche giustamente, innalzato al livello di Maradona, dovrà battere l’Olanda ai quarti, superare la semifinale, andare in finale, e soprattutto vincerla. Altrimenti sempre di maledizione si tratterà, e stavolta, con ogni probabilità, senza nemmeno più la possibilità di giocarsi un altro Mondiale. A meno che il nostro non riesca a non vincere un mondiale, pazienza, ma a sconfiggere, questo sì sarebbe miracoloso, il principio universale del tempo che passa".
Più a questo Mondiale si esalta Messi prematuramente e in maniera tanto scomposta, inopportuna e convulsa e più poveretto lo si costringe a un’impresa che comunque è difficilissima se non addirittura titanica. Insomma la venerazione a prescindere non giova nemmeno a lui che resterà comunque un giocatore straordinario, vinca il Mondiale o meno. Capisco che sia pleonastico ricordarlo ma è calcio non religione.








Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
