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Battere il Calcioscommesse, basterebbero due clausole nei contratti...


Gerardo Ruggiero,
Pubblicato nella sezione Altre notizie
Battere il Calcioscommesse, basterebbero due clausole nei contratti...

Il fenomeno del calcioscommesse e delle partite taroccate rischia di demolire il "gioco più bello del mondo". Eppure una soluzione ci sarebbe...


Il Calcio, da sempre è considerato il "gioco più bello del mondo", quello che attira il maggior numero di spettatori e di praticanti: i "tifosi" e i "giocatori" sono i protagonisti dello sport più amato. E' triste assistere allo scempio degli scandali che stanno sconvolgendo il "mondo del pallone", un mondo dorato dove attecchisce la corruzione e l'ingordigia. Triste pensare che calciatori ben pagati siano attratti dai "guadagni facili", spinti da corruttori senza scrupoli; triste pensare a società che pur di restare ai massimi livelli siano disposte a sfruttare il fenomeno per guadagnare ciò che non riescono a conquistare sul campo... E a rimetterci saranno sempre e solo i "tifosi", quell'enorme moltitudine di appassionati che soffre o giosce in maniera genuina e che, in fondo, sono i veri "investitori" che alimentano questo mondo, attraverso l'acquisto dei biglietti per lo stadio o i diritti televisivi...

Ma possibile che non ci sia una soluzione al problema? E' giusto affidarsi solo alla buona fede dei singoli, calciatori o società? Forse una soluzione c'è, ed è anche banale! Se il malaffare nasce dalla sete di denaro occorre prevedere sanzioni che "tocchino" le tasche dei "furbi".


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Come? Rendendo obbligatorie due clausole nel CONTRATTO-TIPO TRA CALCIATORI PROFESSIONISTI E SOCIETÀ SPORTIVE. Due clausole che qui indichiamo in termini di "buon senso", da tradurre in "articoli" di contratto, senza i quali il contratto stesso non potrà essere depositato in Lega e quindi non potrà avere effetto alcuno.

PRIMA CLAUSOLA - "Se il calciatore viene riconosciuto colpevole di "azioni" tendenti ad alterare il risultato di una partita della Società di appartenenza e condannato alla "radiazione" e viene altresì riconosciuta l'estraneità della Società stessa alle predette azioni, il contratto in essere si intende RISOLTO di fatto e di diritto e al calciatore non verranno riconosciuti i compensi spettanti a far data dal momento dell'avvenuta azione. Se il Calciatore viene, invece, condannato ad una squalifica temporanea della propria attività, il contratto perde di efficacia per il periodo intercorrente tra la data dell'avvenuta, e riconosciuta, azione delittuosa e fino al termine della condanna. Per tale periodo, al calciatore non verrà riconosciuto al cun compenso. In entrambi i casi, la Società ha diritto di riservarsi ogni ulteriore azione, anche nelle competenti sedi extra calcistiche".

SECONDA CLAUSOLA - "Se la Società viene riconosciuta colpevole di "azioni" tendenti ad alterare il risultato di una partita della squadra e condannata alla retrocessione e viene altresì riconosciuta la completa estraneità ai fatti del calciatore, il contratto in essere si intende RISOLTO di fatto e di diritto e al calciatore compete il pagamento completo di tutti gli emolumenti "fissi" previsti dal contratto, in unica soluzione, nonchè essere completamente "svincolato" e libero di sottoscrivere un contratto con altra Società. Qualora la condanna della Società consti di una penalizzazione in punti ed è riconosciuta la completa estraneità ai fatti del Calciatore, questi ha facoltà di chiedere la rescissione del contratto alla fine della stagione in corso e la Società è obbligata a "vendere i diritti alle prestazioni del calciatore" al miglior offerente".

Queste clausole, dicevamo, andrebbero inserite, come obbligatorie, in tutti i nuovi contratti, ovvero i rinnovi contrattuali, anche con calciatori provenienti da federazioni estere.

Più complesso, forse, intervenire sui contratti in corso; probabilmente la Lega non può interferire ma dettare solo una norma di indirizzo... Tuttavia, a regime, con l'obbligatorietà dei nuovi contratti, il fenomeno potrebbe essere definitivamente risolto, lasciando al libero arbitrio dei "delinquenti incalliti" perseverare negli illeciti. Ma contro questi non c'è norma che tenga... ce lo dice la storia dell'umanità!

(C) RIPRODUZIONE RISERVATA


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