Barcellona, inarrestabile "Cantera", ma la Fifa ferma sei calciatori

Qualche ostacolo al grande impegno del Club nel settore giovanile. Sarebbe stato violato l'art. 19 del Regolamento. Il Barca non ci sta e presenta ricorso. Emergono delle contraddizioni.
Qualche settimana fa, il Barcelona ha ricevuto da parte della Federazione catalana Cup una dichiarazione in cui si proibiva di far giocare nella categoria giovanile il coreano Lee Seung Woo, una delle grandi promesse della cantera blaugrana, perchè il trasferimento del giovane calciatore violava l'articolo 19 del "Regolamento per lo Status ed il Trasferimento dei Calciatori". La Fifa ha poi esteso il divieto ad altri 5 giocatori del vivaio, tutti minorenni: i coreani Paik Seung-Ho e Jang Gyeolhee, il francese Theo Chendri, il nigeriano-olandese Bobby Adekanye e il camerunense Patrice Sousia, che non hanno potuto giocare con le rispettive squadre in questo ultimo week-end. Secondo tale articolo, i trasferimenti internazionali sono consentiti solo quando il giocatore raggiunge l'età di 18 anni, ma consente tre eccezioni:
1) se i genitori cambiano il loro indirizzo nel paese in cui il nuovo club si trova per motivi non connessi con il calcio;
2) se il trasferimento avviene all'interno del territorio dell'Unione europea (UE) e il giocatore ha età compresa tra 16 e 18 anni;
3), se il giocatore vive ad una distanza inferiore a 50 km dal confine , e l'associazione Club vicina è ad una distanza inferiore a 50 km da quel confine.
Per la Fifa, insomma, mancano i presupposti per il "corretto" tesseramento dei 6 giovanissimi.
Il Barcellona non ci sta e i suoi servizi legali hanno già presentato ricorso. Inoltre, il club catalano attraverso Raul Sanllehì, dichiara di comprendere che la protezione dei bambini deve essere una priorità per la Fifa, ma non può mettere tutti i club sullo stesso piano. Cioè, non si può paragonare il club, che educa i bambini in tutti gli aspetti (calcio, personale, culturale e nutrizionale) in un residence di prima classe come La Masia e con bravi allenatori, insegnanti e le garanzie per mantenere i bambini fino a che diventino 18enni, con altri club che si occupano di promesse africane ma lasciano i minori di 14 e 15 anni sulla strada... Inoltre il Club ritiene che la Fifa sia contro la legge e si chiede perchè un giovane può vivere e studiare in Spagna con un tutore legale, ma non può giocare a calcio! Il Barca, quindi si aspetta che la prosecuzione del procedimento possa consentire ai sei giocatori di tornare in campo e promette di continuare ad attrarre i giovani stranieri.
La notizia è riportata dall'edizione on line de "Il Mundo Deportivo", che AreaNapoli.it ha curato di tradurre e sintetizzare.







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