Azzi sulla fase 2: "Ragionerò con la mia testa, niente "liberazione" da domani. Ho una speranza"

Il giornalista di Repubblica Marco Azzi ha esternato un suo personale punto di vista in merito alla ormai famosa fase 2.
Il giornalista del quotidiano La Repubblica Marco Azzi ha esternato un suo interessantissimo punto di vista in merito alla ormai celeberrima fase 2. Questo il suo pensiero scritto su Facebook: "Non so voi, ma io continuerò anche domani a ragionare con la mia testa, come ho sempre fatto - nel civile rispetto delle regole, sia chiaro - dall'inizio di questo tragico periodo. Il 21 febbraio ero a Brescia per la partita del Napoli e la mattina dopo presi un volo da Orio al Serio, l'affollatissimo aeroporto di Bergamo. In quelle ore si seppe del paziente numero 1 a Codogno, mentre io senza saperlo mi trovavo proprio nel cuore italiano della pandemia. Non lo sapevano - transeat - nemmeno quei mille imbecilli-razzistelli che allo stadio Rigamonti si misero a cantare "napoletano coronavirus". Ma il vero problema - ingiustificabile - è che non ne avessero minimamente una idea i nostri politici. Gli stessi che nei giorni successivi ci invitarono anzi a continuare normalmente le nostre vite, aperitivi compresi: mica soltanto a lavorare. "È una semplice influenza, rischia un po' solo chi è molto anziano e ha altre patologie, si muore con il Covid-19 e non di Covid-19, le mascherine non servono, Milano non si chiude...". Mi fermo qui per carità di patria, perché l'elenco delle cazzate che abbiamo ascoltato in questi mesi è molto più lungo ed è stata secondo me improvvida pure la scelta del Governo di ignorare le diversità dell'emergenza, tra una regione e l'altra. Ci hanno chiusi dentro tutti, non sapendo leggere né scrivere. Ora gli stessi politici ci dicono che da domani possiamo darci in sostanza alla pazza gioia e buttarci se vogliamo pure dalla finestra, con l'unica raccomandazione di essere responsabili (noi, mica loro...).
Il pensiero di Azzi prosegue: "Grazie mille, ma anche no. Nessuno può impormi di essere una pecora e quindi mi regolerò di nuovo come feci a fine febbraio: con prudenza, da umile sottosegretario senza deleghe della mia famiglia. Due mesi e mezzo fa alzai il telefono (ah, se avessero preso una banale iniziativa del genere pure i nostri politici...) e chiamai un mio amico che lavora con i cinesi della Cosco. "Marco, non è uno scherzo, prendi molto sul serio questa situazione...". Aveva ovviamente ragione lui e feci benissimo ad ascoltarlo. Scuole, palestre, parrucchieri, ristoranti e bar li ho "chiusi" per i miei familiari perfino prima di De Luca. E senza bisogno del lanciafiamme (ovviamente nella dotazione di mia moglie, mica mio). Per questo non vivrò il 18 maggio come la Festa della Liberazione e continuerò a ragionare con la mia testa, nella speranza (illusione?) di essere in buona e numerosa compagnia".







Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
