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Assurdo TuttoJuve: "Incredibile inchiesta di Report, vi siete dimenticati di Genny 'a carogna?"


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Assurdo TuttoJuve: Incredibile inchiesta di Report, vi siete dimenticati di Genny 'a carogna?

La redazione del noto portale ha parlato dell'inchiesta che sicuramente farà discutere non solo il calcio italiano.


Andrea Bosco, su TuttoJuve.com, va all'attacco della trasmissione Report con la sua inchiesta sul mondo Juve: "L'incredibile arriva da “Report“ con un dossier su Rai3 dedicato all'inchiesta sui nuovi atti dell'indagine sui biglietti per gli ultras in odore di n'drangheta all'ex Stadium (oggi Alianz).


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Alcuni sono spuntati sul web come anticipo di quanto “Report“ farà vedere a metà ottobre.  L'inchiesta è la “Alto Piemonte“. Le motivazioni dei giudici d'Appello (che ribaltando l'assoluzione del primo grado, hanno condannato per concorso esterno in associazione mafiosa Fabio Germani, un ex ultrà che aveva contatti con il mondo Juve) ancora non sono note. Ma alcune foto scattate durante i pedinamenti della Mobile di Torino ritrarrebbero Beppe Marotta con Germani e con Rocco Dominello, condannato (a Torino) con il padre Saverio come boss ndranghestista in curva.


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Ci sono sms i cui i due chiedono a Marotta di far fare un provino calcistico al figlio (le colpe dei padri ricadono sulla prole?) di un “sospetto“ malavitoso. E altri in cui (ottemperante Marotta) attraverso un intermediario vengono richiesti 5 biglietti per Juventus – Real Madrid di qualche anno fa. Ora, la Juventus in sede amministrativa ha avuto una sanzione di 50.000 euro. E in sede sportiva, il presidente Agnelli, il doppio per la nota “responsabilità oggettiva“ che la Procura Federale applica come una tassa.

Tuttavia, benché secondo la Mobile di Torino, i malavitosi avrebbero intessuto un “rapporto diretto“ con la società, vale la pena  rammentare che nessun dirigente o tesserato della Juventus, nel procedimento, è mai stato indagato.  E che la Juventus ha sempre sostenuto di essere “vittima inconsapevole del comportamento di alcuni personaggi (i malavitosi) nonché lasciata sola a gestire, allo stadio, una situazione di crescente difficoltà con le bande ultras“ .

Tradotto: in curva la polizia non ci va perché non ci può andare. Sarebbe, secondo i deboli di stomaco, una provocazione, un accendere la miccia in una potenziale polveriera.  Le curve sono off limits alle forze dell'ordine, perché un tafferuglio potrebbe provocare vittime, probabilmente estranee ed innocenti. Un ricatto in piena regola che le società calcistiche (e lo stato) da decenni subiscono. O vi siete dimenticati dell'ex questore di Roma, Giuseppe Pecoraro e di Jenny A' Carogna?

Gli stewards pagati dalla società, possono al massimo chiedere (se hanno vocazione al masochismo) ai teppisti, di riporre coltelli, pugni di ferro, magari di evitare di spacciare droga, in modo gentile e non coercitivo. E se mai qualcuno viene beccato dai tutori della legge a fine gara in accertata  flagranza di reato, deve essere blindato, “dopo“. Perché un adeguato luogo di detenzione provvisoria allo stadio sarebbe considerato dai garantisti una cella in piena regola. All'estero ci sono, ma in Italia sono considerate una barbarie . Inopportuna in un luogo di sport .

Del resto in Italia, se ti trovano con la cerniera aperta e l'attrezzo di fuori sopra  un fanciulla pesta ed  urlante, sei “un presunto colpevole“ . E fino a quando non ti formalizzano l'accusa, due ore dopo il fermo sei sovente  libero di andartene. Figuriamoci se ti scovano un innocente coltellino magari abilmente occultato ai controlli: ma che reato vuoi che sia? Agli agenti va di lusso se non sono costretti a scusarsi. E andiamo: per qualche petardo, qualche fumogeno, per una legnata, per un paio di cazzotti, per una seggiola divelta e lanciata nel settore avversario? La curva non è terra per mammolette .

Ora, cosa ha fatto “Report“? Ha fatto vedere (con una tecnica perfezionata dalle “Iene“)  un silente Beppe Marotta tallonato in strada  e ripreso fin sulle scale di un edificio. Il giorno dopo la “rottura“ con Agnelli, ha aperto il suo promo con le immagini di Marotta, ha continuato con Marotta, ha chiuso con Marotta. Fino a quando l'ex ad della Juve , non è scomparso alla vista delle telecamere. Domanda incalzante dell'intervistatore: “Ha niente, signor Marotta, da dire sul suicidio di un vostro dipendente che teneva i contatti con gli ultras?“ .

Cosa può arrivare al telespettatore se il “lancio“ di “ Report” recita (testuale): “Cosa c'è dietro il misterioso suicidio di un ultrà juventino? Un'avvincente inchiesta dove si intrecciano i rapporti tra spie, ultras, mafia e calciatori. Documenti inediti svelano l'ipocrisia di prestigiosi dirigenti del calcio nostrano“.

Ora da sempliciotto quale io sono, intuisco,  sommando lancio, domande e immagini che Beppe Marotta sul “misterioso suicidio dell'ultrà juventino“, forse qualche cosa potrebbe saperne . E senza aver letto una riga di Agatha posso magari ipotizzare che in attesa delle motivazioni dell'Appello, alla Juve abbiano pensato bene per non sapere né leggere e né scrivere, di “liberarsi“ dell'ad dei 7 scudetti consecutivi, qualora sulla Continassa dovesse mai cominciare a diluviare.

Ovviamente, essendo io un conclamato fessacchiotto penso certamente “male“: lungi da “Report“ una ipotesi del genere. Ma forse ho la possibilità di “azzeccarci“. E in barba all'indimenticabile senatore Andreotti, visto che non mi pongo il problema, senza neppure il timore (pensando male) di commettere peccato.

Io reputo che una trasmissione che ha pure tanti meriti (anche il premio della migliore nel 2016, ma subito dopo l'ideatrice Milena Gabanelli la lasciò per realizzare altri progetti nel Gruppo Cairo Editore), essendo del Servizio Pubblico (e ve lo dice uno che per vent'anni ha avuto la Rai come casa) dovrebbe evitare   suggestioni“ che male possono essere interpretate dal pubblico meno informato ed  accorto. Parliamo di n'drangheta e di un suicidio definito“ misterioso“ . Non dello scazzo ormai quotidiano tra un vicepremier e un ex premier". 


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