Arbore: "I miei consideravano Napoli meno lasciva e tentatrice di Roma"

Renzo Arbore ha parlato della sua infanzia soffermandosi sul rapporto con la città di Napoli che lo ha adottato: "I miei arrivavano in carrozza".
Renzo Arbore, popolarissimo showman foggiano, legato tantissimo a Napoli, ha raccontato la sua infanzia attraverso un'intervista che ha rilasciato a "Sette", inserto del Corriere della Sera: "La provincia è straordinaria, ma se vuoi fare l’artista prima o poi devi andare via. Lasciarla non era semplice: significava recidere il cordone? Non era solo una questione sentimentale, muoversi era un’impresa. Per andare in villeggiatura a Riccione, da bambini, prendevamo un accelerato che partiva all’ora di cena e arrivava alle quattro del pomeriggio del giorno dopo".
Inoltre aggiunge: "Partire significava traslocare. Sul treno caricavi i bauli pieni di piatti e tovaglie e a bordo provavi a credere che saresti arrivato davvero consolandoti con fumetti e caramelle".
Per inseguire la musica lei arrivò a Napoli: "A Napoli gli Arbore svernavano arrivando in carrozza e con la città la mia famiglia aveva un rapporto profondo. Era considerata meno lasciva, meno tentatrice della Roma della Dolce Vita, ma l’ipotesi che mi occupassi di musica era vista comunque con sospetto. Ero stato bocciato in terza liceo, un trauma, e mio padre dopo la laurea fu chiaro: “Ti do un anno di tempo, se non lo sfrutti ti metti a fare l’avvocato come tuo fratello”".








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