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Ancelotti: "Meditava di smettere, non mi ha mandato a fare in cu*o perché è un ragazzo educato"


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Ancelotti: Meditava di smettere, non mi ha mandato a fare in cu*o perché è un ragazzo educato

Carlo Ancelotti nel corso della sua lunga carriera ha allenato tantissimi campioni: "Aveva il morale talmente basso che era arrivato dall'altra parte del mondo".


Carlo Ancelotti ha allenato tantissimi campioni durante la sua lunga e pluridecorata carriera, ha aiutato diversi giocatori anche moralmente a dare il meglio, uno tra tutti, l'ex Milan Massimo Ambrosini. Il mister rivelò un retroscena sul rossonero che con la sua "cura" divenne uno dei più forti al mondo: "Massimo Ambrosini meditava di smettere di giocare, a causa dei continui infortuni. Aveva il morale talmente basso che era arrivato dall'altra parte del mondo. Su di lui abbiamo dovuto fare un grandissimo lavoro psicologico, indurlo a cambiare atteggiamento, ricordargli quanto avessimo bisogno di lui. Io avevo in mente quale fosse la nostra formazione ideale per vincere la Champions League, e lui ne faceva parte. "Con te vinceremo" gli ho detto. Non mi ha mandato a fare in cu*o perché è un ragazzo educato. Ma io ho insistito: "Massimo, non sto scherzando. Determinato partite non le posso giocare con Inzaghi e Gilardino insieme, saremmo troppo sbilanciati. Voglio rispolverare il caro vecchio Albero di natale, quindi tu ci dovrai essere. Punto e basta".

Inoltre, Ancelotti, aggiunse: "Ambrosini dopo tanto tempo era tornato a giocare in Coppa Italia, aveva sentito un dolore alla coscia ed era di nuovo caduto in una specie di depressione: "Basta voglio smettere, non ce la faccio davvero più". Il dottore era perplesso, mi prendeva da parte e quasi sussurrava: "Guarda che non ha niente".

"Su quella gamba non vediamo nulla di particolare". Allora ho parlato di nuovo con Massimo: "I medici mi dicono che sei un malato immaginario, però tu sostieni di aver dolore. Facciamo una bella cosa. Ti faccio giocare domenica, tu rimani in campo finché puoi: un minuto, due, dieci, trenta. E se poi ti spacchi, meglio ancora: risolveremo il problema e capiremo che avevi ragione tu". Poi è successo che è entrato in campo, non ha avuto nessun fastidio e ha ricominciato a stare bene".


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.

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